GEAPRESS – Senza più lavoro e sfrattato. Ovvero in strada e, nel caso specifico, con un gatto. Per questo, il nuovo dramma della disoccupazione in Italia, ha avuto come allegato una nota triste: “mi si spezza il cuore a lasciarlo“. Così ha scritto nella dichiarazione di rinuncia presentata al Comune di Savona, l’ormai ex proprietario del bel micio nero ora accudito dall’ENPA savonese.

Dichiarazione presentata al Comune che però, riferisce l’ENPA con una nota polemica, non farebbe così fronte a quello che spetterebbe per legge. E dire che sui volontari dell’ENPA già gravano altri 15 gatti, provenienti da altro sfratto.

Il problema delle persone, che non hanno i mezzi per accudire e curare i proprio animali – riferiscono dall’ENPA di Savona – sta diventando sempre più frequente con il peggiorare della situazione economica del paese. Purtroppo i Comuni – aggiunge l’ENPA – che dovrebbero intervenire per sostenere i cittadini bisognosi anche nella cura dei propri animali attraverso i proprio servizi sociali, si guardano bene dal farlo“.

Capita così che chi ha di bisogno si rivolge sempre più spesso alla Protezione Animali (ivi compresi i Servizi sociali dei Comuni) che, malgrado il nome di “ente nazionale” è un’associazione privata di volontari.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati