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GEAPRESS – Congiuntamente ai Ministri della Salute e dell’Ambiente c’era stato l’impegno preciso sugli Ogm. A ricordarlo è il Ministro delle Politiche Agricole e Forestale Nunzia  De Girolamo la quale fa presente anche le posizioni unitarie del Parlamento e delle Regioni  (vedi articolo GeaPress ).

Con il decreto che abbiamo firmato oggi – ha dichiarato il Ministro De Girolamo – vietiamo la sola coltivazione del mais Mon810 in Italia, colmando un vuoto normativo dovuto alle recenti sentenze della Corte di Giustizia europea. È un provvedimento che tutela la nostra specificità – ha aggiunto il Ministro – che salvaguardia l’Italia dall’omologazione. La nostra agricoltura si basa sulla biodiversità, sulla qualità e su queste dobbiamo continuare a puntare, senza avventure che anche dal punto di vista economico non ci vedrebbero competitivi. Il decreto di oggi è solo il primo elemento, quello più urgente, di una serie di ulteriori iniziative, con le quali definiremo un nuovo assetto nella materia della coltivazione di Ogm nel nostro Paese”.

Il divieto è così in vigore fino all’adozione delle misure previste dal regolamento comunitario 178/2002 e comunque per un periodo di massimo diciotto mesi. Il provvedimento sarà immediatamente notificato alla Commissione europea e agli altri 27 Stati membri dell’Unione europea.

Il divieto di coltivazione del Mais MON810, riporta na nota del Ministero, è motivato dalla preoccupazione sollevata da uno studio del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, consolidata da un recente approfondimento tecnico scientifico dell’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale. In particolare sarebbe stato  evidenziato l’impatto negativo sulla biodiversità, oltre che rischi su organismi acquatici.

Il decreto giunge a conclusione della procedura di emergenza attivata dal Governo italiano nell’aprile 2013, ed è giuridicamente sostenuto anche dal precedente provvedimento di divieto di coltivazione di Organismi geneticamente modificati, fondato su analoghe motivazioni, adottato il 16 marzo 2012 dal Governo francese e tuttora in vigore.

Le sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione europea, cui l’Italia si conforma, ribadiscono la legittimità di misure di coesistenza che salvaguardino le colture tradizionali e biologiche, e che dovranno essere adottate dalle Regioni conformemente alla sentenza n. 116 del 2006 della Corte costituzionale, nel quadro di una organica e condivisa disciplina statale che definirà principi comuni al fine di garantire il rispetto della libera concorrenza e della libertà di iniziativa economica, a parità di condizioni sull’intero territorio nazionale.

Sulla vicenda è altresì intervenuto il Ministro dell’Ambiente Orlando secondo il quale il decreto interministerialefirmato oggi è un provvedimento importante perché offre una prima copertura giuridica a difesa della nostra agrobiodiversità.

Ad avviso del Ministro dell’Ambiente la decisione presa oggi in Consiglio dei Ministri rappresenta però solo la prima parte di un percorso nel quale il sistema Italia nel suo complesso deve offrire una convinta prova di unità e compattezza. Le Regioni devono innanzitutto dare il loro immediato contributo per la costruzione di un quadro di misure idonee a garantire la salvaguardia delle coltivazioni tradizionali e biologiche. A livello comunitario, parallelamente, c’è bisogno che il nostro Paese si renda protagonista in Europa di una seria discussione sul tema dell’autonomia dei singoli Stati sull’ammissibilità degli Ogm.

Secondo il Ministro Orlando la biodiversità è la grande infrastruttura economica del nostro Paese ed è anche lavorando su questo terreno che l’Italia potrà uscire dalla difficile situazione in cui si trova.

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