taertaruga acqua dolce
GEAPRESS – Una tartaruga d’acqua dolce, di circa 20 centimetri di lunghezza, è stato consegnata dal Corpo Forestale dello Stato ai volontari della Protezione Animali savonese. La bestiola, di circa 15 anni di età, era stata trovata da un passante in gravi condizioni. Sul marciapiede tra corso Viglienzoni e corso Vittorio Veneto, l’animale di presentava sanguinante e con il carapace rotto.

Probabilmente, riferisce la Protezione Animali, era caduta da un terrazzo.

I volontari hanno provveduto al trasporto presso un Veterinario specializzato in rettili, che l’ha sottoposta ad un delicato intervento per avvicinare il piastrone. L’animale è stato bendato, sottoposto a terapia antibiotica ed a lampada speciale, per tentare di curare una grave lesione ad un polmone procurata dall’urto; se riuscirà a sopravvivere  verrà offerta in adozione a famiglie disposte ad amarla. Chi avesse informazioni sul proprietario è pregato di telefonare allo 019 824735, le Guardie Zoofile dell’ENPA hanno avviato un’inchiesta per accertare violazioni di legge.

Un caso identico era accaduto nell’ottobre 2011, quando i volontari ENPA soccorsero un grosso esemplare nella vicina corso Tardy e Benech (nella foto), anch’esso caduto da un terrazzo; per farlo guarire fu necessario inserire viti al titanio nel piastrone. L’intervento riuscì e l’ENPA lo diede in adozione, senza però essere riuscita ad individuare il proprietario che, d’altronde, si guardò bene dal farsi vivo.

Oltre ad una ventina di soggetti abbandonati quest’anno, altri due esemplari sono stati soccorsi dai volontari ad ottobre sulle spiagge di Legino e Vado, travolti dalla piena dei torrenti genovesi e trasportati al largo e poi sulla costa savonese dalle correnti marine.

Si tratta, spiega l’ENPA, di animali originari del sud degli Stati Uniti, purtroppo ancora di libera vendita malgrado gli appelli dell’ENPA ai Comuni di proibirla; ciò per evitare che, dopo l’entusiasmo per il piccolo giocattolo vivente, comprato con leggerezza per la gioia dei figli, crescendo diventi ingombrante e finisca spesso abbandonato nei torrenti liguri, dove o muore in un ambiente troppo diverso dal suo o, raramente, sopravvive miseramente uccidendo la fauna selvatica autoctona. E così l’ENPA continua a raccoglierne decine ogni anno, cercando faticosamente di trovare loro una nuova casa, o mettendo in contatto chi non la vuole più con chi intende adottarne una.

Il fenomeno è particolarmente diffuso a Savona città, dove l’ENPA sta inutilmente proponendo da anni alla Giunta comunale di approvare la sua bozza di regolamento di tutela degli animali, che prevede il divieto di vendita ed acquisto di animali esotici.

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