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GEAPRESS – Cresce il numero di tartarughe d’acqua abbandonate in questo inizio d’estate. Lo afferma l’ENPA di Savona che rileva la presenza di molte persone insensibili che, prima di partire per le vacanze, “fanno le pulizie di casa e si liberano dell’ingombrante animale comprato con grande superficialità per i figli“.

Si tratta di animali recuperati nella spazzatura, come nel caso di Loano, in un albergo a Savona ed in centro ad Albenga e Cairo. Ieri, si è invece dovuta soccorrere una grossa tartaruga abbandonata in località Nostra Signora del Monte a Savona.

Nonostante le abitudini strettamente acquatiche, la tartaruga era stata lasciata in un prato asciutto e sotto il sole. Recuperata dai volontari si trova ora in una confortevole vasca presso la sede ENPA di via Cavour 48 r.  Chi vorrà adottarla la potrà vedere, da lunedì a sabato, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, (tel. 019 824735).

Date le dimensioni, la tartaruga dovrà essere ospitata presso uno stagno o laghetto di adeguata superficie, magari da condividere con un altro esemplare più piccolo, appena arrivato ferito da Albenga.

Secondo la Protezione Animali, questi rettili sono piccoli e graziosi quando sono in vendita. Pochi euro nei negozi e nelle fiere, ma da adulte raggiungono i 20-30 cm di lunghezza. Sono importate dall’estero a migliaia e nel primo anno di vita hanno una mortalità elevata perché acquistate incautamente, senza informazioni ed allevate ed alimentate in modo scorretto. Raggiunta l’età adulta, afferma sempre l’ENPA di savona, finiscono spesso per diventare scomode e ingombranti per i loro proprietari,  non potendo più essere tenute in una vaschetta.

Necessiterebbero, invece, di un laghetto all’aperto, ma la realtà è quella di un abbandononei fiumi, nei laghi e negli stagni; un reato, questo, che rappresenta anche un grave danno per la fauna e la flora autoctone.

Prima di aprire le porte di casa a una tartaruga d’acqua – conclude la nota della Protezione Animali – occorre dunque valutare attentamente se si è in grado di accudirla per tutta la sua vita, altrimenti l’unica cosa da fare è quella di rinunciarvi“. Inutili fino ad oggi le proposte dell’ENPA  ai Comuni, che dovrebbero farsi carico per legge dei soggetti abbandonati, di proibirne la vendita ed il possesso a scopo di commercio.

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