lepre ferita
GEAPRESS – Due piccolissime lepri ferite sono state soccorse dai volontari della Protezione Animali savonese in prati della Valle Bormida.

I due animaletti, uno a Dego e l’altro a San Giuseppe erano stati feriti il primo alle zampette ed il secondo ad un occhio, che ha perso. Si presume che i due piccoli animali siano stati vittime di una predazione. Entrambi sono ora in cura presso il reparto della fauna selvatica dell’Enpa a Savona dove vengono allattati artificialmente perché ancora incapaci di alimentarsi. Il primo, se riuscirà a guarire dalle ferite, potrà riacquistare la libertà in una zona protetta perché fisicamente integro, il secondo sarà dato in adozione perché con un solo occhio non riuscirebbe a sopravvivere libero.

Enpa coglie l’occasione per invitare escursionisti e camminatori di campagna a non prelevare piccoli di lepre rinvenuti apparentemente abbandonati nei prati, se non palesemente feriti; come per i piccoli di capriolo, cornacchia, gabbiano e merlo nei loro ambienti, sono infatti tenuti sotto controllo dai rispettivi genitori e madri, che si sono allontanati per cibarsi o cercare cibo per loro o perché hanno visto gli “intrusi” ma ritornano sempre a prendersene cura. L’associazione suggerisce di lasciarli dove si trovano senza toccarli e ripassare qualche ora dopo per verificare se sono ancora sul posto e solo in questo caso intervenire. L’ultimo appello dell’Enpa è verso i contadini e gli appassionati di giardinaggio che devono falciare i prati, affinché controllino prima il terreno per accertare l’assenza di leprotti, piccoli di capriolo ed altri animali nascosti ed evitare di ferirli o ucciderli con le lame dell’attrezzo.

Intanto superano ormai i 1.600 i soccorsi di fauna selvatica ferita, malata o in difficoltà svolti quest’anno dai volontari dell’Enpa in provincia. La Protezione Animali rilancia la polemica verso la Regione Liguria che non “si è ancora degnata di rispondere alle sollecitazioni di organizzare tale servizio, obbligatorio per legge, convenzionandosi con l’associazione ed affidando agli ambiti territoriali di caccia il recupero degli ungulati (cinghiali, daini e caprioli)”.

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