caprioli
GEAPRESS – Termina domani, lunedì 30 settembre, la caccia di selezione al capriolo e daino maschio, rispettivamente in 14 e 3 aree della provincia di Savona.
Era iniziata il 15 giugno, ricorda l’ENPA, con una breve interruzione dal 16 luglio al 14 agosto.

Le uccisioni proseguiranno però alle femmine ed ai piccoli dal 1° gennaio al 15 marzo 2014. In totale 1.555, sui 14.903 censiti in provincia. Questi i caprioli che potranno essere uccisi dai cosiddetti “selecontrollori”. Critiche sulla sicurezza per gli armati nei boschi frequentati da escursionisti e raccoglitori di funghi, ma anche per paradossale mancata riduzione dei danni arrecati alle coltivazioni oltre che del numero degli animali. Da anni la Protezione Animali savonese propone di avviare studi su metodi alternativi ed incruenti per affrontare il problema ma i politici di ogni partito si rifiutano categoricamente di farlo.

Mercoledì prossimo partirà poi la “normale” caccia al cinghiale. Questo dopo lo stop dell’anticipo al 15 settembre imposto dal T.A.R. Liguria che, su istanza del WWF, aveva annullato la relativa delibera della Provincia di Savona. Significative le motivazioni con cui l’Istituto per la Protezione e la Ricerca Ambientale, (ISPRA) massimo organo scientifico in materia, aveva dato parere negativo all’anticipo. Significative le motivazioni. Secondo quanto riportato dall’ENPA di Savona, tale abbattimento  costituirebbe un grave pericolo per la pubblica incolumità oltre che la caccia in “braccata” autorizzata dalla Provincia crea nel mese di settembre grave disturbo alle altre specie (non target) ancora alle prese con le cure dei giovani nati.

Altro inconvenienti grave, di natura igienico- sanitaria, erano le ancora alte temperature, con conseguenti problemi dovuti “all’attesa del termine delle battute per il recupero ed il trasporto degli animali uccisi nelle strutture di trattamento della carne”. Tutti coloro, ristoratori e buongustai, che acquistano sotto banco ed illecitamente la carne dei cinghiali ammazzati a settembre, dice sempre l’ENPA, sappiano quindi il rischio che corrono!

ISPRA, invece, (magra consolazione per gli animalisti) proponeva di autorizzare la caccia di selezione da parte di singoli cacciatori, come per daini e caprioli. La risposta della Provincia, contenuta nella delibera annullata, è stata lapalissiana: “non possiamo imporre questa forma di caccia ai cacciatori”.

Intanto, malgrado tutto, i cinghiali (ma anche i caprioli) stanno sensibilmente diminuendo in provincia, a causa delle infezioni di cinipede, che ha polverizzato la produzione di castagne di cui si cibano questi animali, con l’automatica riduzione delle nascite e del numero di nati o sopravvissuti per cucciolata. Esiste inoltre un serio studio scientifico sugli ungulati che dimostrerebbe come  la caccia, distruggendo l’organizzazione sociale dei branchi, moltiplica il numero delle gravidanze e quindi delle nascite, con il risultato che nei territori aperti alla caccia cinghiali, caprioli e daini sono percentualmente superiori rispetto alle zone vietate !

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