calopsitta
GEAPRESS – Un pappagallino di origine australiana, molto colorato, intelligente e curioso, che può vivere fino a 20 anni e, per sua sfortuna, molto adattabile e di buona compagnia e quindi discretamente diffuso nelle case di chi ama  l’esotico. Una moda che viene però criticata dagli animalisti.

Intanto la calopsita di via Comotto, a Savano, è stata trovata da una signora che passava nella via e che, temendo per la sua sorte, lo ha raccolto e consegnato alle cure dei volontari della Protezione Animali savonese. L’eventuale proprietario lo potrà riavere gratuitamente (ma un’offerta per contribuire al suo mantenimento – visto che l’ENPA non gode di alcuna sovvenzione statale – non verrà di certo rifiutata) rivolgendosi alla sede di via Cavour 48 r, da lunedì a sabato, dalle 10 alle 12 o dalle 17 alle 19, fornendo però una dettagliata descrizione, meglio una foto, del soggetto smarrito, onde evitare che, come accade per animali con un valore economico, qualcuno vanti una proprietà non vera (la foto allegata è di un generico soggetto).

L’ENPA continua inascoltata a proporre ai Comuni di disciplinare, o meglio vietare con apposito regolamento comunale, l’allevamento, la vendita ed il possesso di animali esotici; è infatti contraria allo sfruttamento economico degli animali e, soprattutto, alla loro detenzione in gabbia ed in ambienti lontani ed estranei alla loro natura, e che, se liberati, abbandonati o fuggiti, rischiano di morire di fame o, se riescono faticosamente a sopravvivere, vanno a confliggere con la fauna selvatica originaria. I Comuni continuano invece ad ignorare questi problemi e si sottraggono vergognosamente ai loro compiti istituzionali (tra cui quello di farsi carico della cura e custodia dei soggetti esotici abbandonati o smarriti) lasciando che li risolvano – a proprie spese-  le associazioni di volontariato come l’ENPA.

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