GABBIANO reale
GEAPRESS – Un parco gioco chiuso per via di un piccolo di Gabbiano reale. E’ successo a Ceriale, in provincia di Savona.  In via Orti del Lago, la Polizia Municipale è infatti intervenuta dopo che la coppia di Gabbini adulti tentava di proteggere il piccolo caduto dal  nido.

I volontari della Protezione Animali savonese hanno poi avuto modo di verificare come il piccolo fosse in effetti caduto da un nido collocato in un vicino palazzo vicino. Ad una signora presente nei luoghi era bastato alzare le braccia per provocare l’allontanamento dei due gabbiani adulti.

Il piccolo è ora accudito dai volontari dell’ENPA di Savona, così come è avvenuto per decine di altri caduti dai nidi o rimasti senza genitori. Una volta cresciuti e resi autosufficienti, verranno liberati. Un compito, sottolinea l’ENPA di Savona, che dovrebbe essere delle Province.

Non mancano episodi gravi come quello accaduto ieri a Borgio Verezzi. Un gabbiano riportante peraltro un anello di rinconoscimento, ormai moribondo a causa delle bastonate. Nei pressi il piccolo deceduto sempre a seguito di bastonate ricevute. C’è stato poi il caso di Bergeggi, occorso già alcuni giorni addietro, dove alcuni ragazzini avrebbero preso a pietrate un vecchio gabbiano ferito. A Celle, invece, è stato denunciato un turista che aveva abbattutto a colpi di scopa un gabbiano ed i suoi piccoli. La famigliola era stata evidentemente ritenuta colpevole di avere costruito il nido troppo vicino al terrazzo del soggetto ora denunciato.

Ad avviso dell’ENPA di Savona  gli Enti locali sarebbero non solo impreparati ma anche maldisposti ad affrontare la situazione. A Savona, riporta nel suo comunicato l’ ENPA, si chiede dallo scorso anno di eliminare o attrezzare le fioriere della centrale via Gramsci in modo che i gabbiani non siano più in grado di nidificare. In tal maniera il Comune eviterebbe anche di dovere ascoltare le richieste delle persone.

L’ENPA  aveva anche scritto a tutti i Comuni costieri, proponendo una serie di azioni preventive. Si tratta di tre punti di facile applicazione.

1) Organizzazione, da parte della Provincia e di concerto con i Comuni, l’ asportazione incruenta delle uova di Gabbiano nei mesi di aprile e maggio. Il sistema, già in corso nella riviera romagnola a cura di imprese autorizzate , è stato ritenuto valido dall’ Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale (ISPRA).

2) Sterilizzazione chirurgica dei soggetti fertili. Le coppie sono fedeli per tutta la vita e non generano più piccoli, pur covando le uova sterili. Tale metodo è stato applicato con buoni risultati dall’ENPA a Trieste.

3) Prescrizione per i nuovi edifici, dell’ obbligo di soluzioni architettoniche che impediscano la nidificazione di gabbiani e colombi. Insegnare nelle scuole corretti comportamenti in presenza di nidi di gabbiani.

Purtroppo tali consigli, sarebbero rimasti del tutto inascoltati

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