capriolo mosche
GEAPRESS – Un capriolo adulto, ancora vivo, con buona parte della testa “mangiata” da larve, mosche e vermi. E’ quanto nei giorni scorsi si sono trovati innanzi alcuni abitanti di Savona.

Secondo l’ENPA l’ungulato si era probabilmente ferito qualche giorno prima ed il caldo di questi giorni ha rapidamente favorito l’infezione.

Purtroppo, una serie di telefonate a diversi enti, malgrado descrivessero l’orrore della sofferenza dell’animale, non sono riuscite a smuovere quella che la Protezione Animali accusa essere l’inerzia degli interlocutori. A soccorrere il capriolo sono arrivati, come al solito, i volontari della Protezione Animali savonese, già oberati da almeno 15 interventi al giorno per recuperare altri selvatici, come rondoni, gabbiani, tortore, merli, rapaci, colombi, gazze. Ad aggravare la situazione il vuoto legislativo che sarebbe stato creato da una leggina regionale proposta in casa leghista che ha esonerato gli Ambiti territoriali di caccia dal soccorrerli.

I volontari dell’ENPA hanno fatto intervenire un medico veterinario che ha provveduto a far cessare l’atroce e irreversibile sofferenza dell’animale con una iniezione eutanasica.

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