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GEAPRESS – Un giovane airone cenerino, ferito ad un’ala dall’impatto con un cavo aereo, è stato soccorso dai volontari della Protezione Animali lungo il torrente Bormida tra Carcare e Cairo (SV).

I veterinari dell’associazione stanno tentando di recuperare l’arto con una steccatura, per poterlo poi riabilitare e rimettere in libertà in zona.

Nei torrenti della Valle Bormida, informa la Protezione Animali, sono sempre più presenti, anche se non in aumento, aironi e cormorani che si cibano del pesce presente nei corsi d’acqua.

Tra le loro prede non mancherebbero neanche i pesci acquistati ed immessi dalla Provincia e dalle società pescasportive per il ripopolamento. In questo caso migliaia di esemplari di trote ed altri pesci, allevati in appositi stabilimenti e poi liberati per non far mancare prede ai pescatori. Il numero di questi ultimi, riferisce l’ENPA di Savona che non manca di fare un parallelo con quello dei cacciatori, diminuisce “fortunatamente” ogni anno.

Ad avviso dell’ENPA i ripopolamenti sono infatti antiecologici perché inquinano o eliminano la preziosa idrofauna originaria. Proprio per difenderli, regioni e province, sempre attente alle richieste dei pescatori (e dei cacciatori), hanno avviato uno studio del fenomeno che però, per l’ENPA, avrebbe una validità dubbia.

 

Intanto, dall’inizio dell’anno, sono già 600 gli animali selvatici feriti o in difficoltà raccolti dai volontari dell’ENPA. Un compito che la legge affida alla Provincia.

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