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GEAPRESS – Metodi di detenzione non conformi. Così ha rilevato la Polizia Provinciale di Cosenza, distaccamento di San Giovanni in Fiore, che ha contestato la catena troppo corta imposta ad un cane che sarebbe tra l’altro risultato privo di un adeguato ricovero.

L’intervento è scaturito durante un servizio finalizzato al controllo del territori alla periferia urbana della città silana. Un cane di razza meticcia detenuto in condizioni che sarebbero apparse  non conformi alle normative vigenti (L.R. n. 41/1990 modif. ed integrata con la L.R. n. 4/2000).

L’animale, infatti, sarebbe risultato sprovvisto d’idonea cuccia coibentata ed era legato ad una fune di scorrimento avente una lunghezza superiore a 6 metri ma con cavo fissato ad anello di scorrimento inferiore a 3 metri.

Per questi motivi, pur non accertando reati configurabili come “maltrattamento e detenzione incompatibile con la natura degli animali”, gli operanti hanno proceduto alla contestazione dell’illecito a carico di colui il quale è stato ritenuto proprietario del cane e, dunque, responsabile del ricovero e della cura dello stesso. Per questa tipologia di violazioni sono previste sanzioni amministrative da 154 a 1549 euro.

Sono in corso ulteriori accertamenti per la verifica della corretta registrazione all’anagrafe canina con inoculazione del microchip, così come previsto dalla legge nazionale e da quella regionale in materia di prevenzione del randagismo.

La Polizia Provinciale di Cosenza, diretta dal Comandante, dott. Colaiacovo, tiene a precisare di essere sempre attenta alla prevenzione e alla repressione degli illeciti compiuti a danno degli animali. Molti servizi, nello specifico, sono tesi ad arginare il fenomeno del randagismo, che in alcuni luoghi è una vera e propria piaga, nonché al monitoraggio del territorio, al fine di porre in essere tutte le misure idonee a prevenire e sanzionare gli abbandoni e le violenze sugli animali.

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