polli carne
GEAPRESS – Nuovo caso di inluenza aviaria in Italia, dopo quello comunicato nei giorni scorsi nella provincia di Brescia (vedi articolo GeaPress ). Il focolaio, questa volta, è stato isolato nella provincia di Salerno ed il virus che appartiene al sottotipo H5. Si tratta, in questo caso, di un ceppo a bassa patogenicità ma la cui mancata eradicazione potrebbe causare seri problemi alle produzioni. I virus dell’aviaria, infatti, mutano e si veicolano facilmente tra gli animali colpiti dall’influenza.

Come nel caso di Brescia (anche in questo caso trattavasi di H5), anche a Salerno sarebbe stato infettato un allevamento multispecie della filiera rurale. Ad essere uccisi saranno 300 polli da carne, 200 galline ovaiole, 70 tacchini, 29 anatre, 50 piccioni e due oche. Come nel caso di Brescia, nella cosiddetta zona di restrizione non sono presenti altri allevamenti.

La pericolosità di tali virus risiede nella facile veicolazione. Per il  primo caso registrato quest’anno in Italia, ovvero nell’allevamento di Ostellato (RA) si è supposto che un virus a bassa patogenicità (LPAI) del tipo H7, veicolato forse da un’anatra selvatica, fosse riuscito a mutare in una forma ad alta patogenicità (HPAI) una volta penetrato nell’allevamento. In quel caso si trattava del virus H7N1. Proprio alcuni ceppi virali H5 ed H7 sono quelli per i quali è documentato il passaggio dell’infezione all’uomo, come del resto avvenuto anche in Emilia. Pochi e lievi casi di influenza, strettamente collegati agli operatori del settore. Sembra però che il virus H7N9, recentemente riscontrato in Cina, abbia fatto il salto di specie attuando un contagio diretto uomo-uomo. Ipotesi, questa, per fortuna ancora non documentata in altre parti del mondo.

Tanto più gli animali sono concentrati, e più probabile è il rischio di contagio oltre che di mutazione del ceppo virale.

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