madonna del cardellino
GEAPRESS – E’ uno degli uccellini protetti più riconoscibili tra quelli appartenenti alla fauna italiana. Rosso, bianco, giallo e nero. Un mix di colori unico per un uccellino finanche immortalato nella Madonna del Cardellino, appunto. Tiepolo, Raffaello Sanzio, Liberale da Verona. Il rosso del cardellino, vistosamente presente nella fronte e nella gola, rappresenta addirittura la Passione di Cristo. Il colore rosso è il sangue di Gesù con il quale l’inconfondibile pennuto si è macchiato togliendo le spine di nota Corona.

Il cardellino, però, ha nella nostra cultura origini antiche che lo fanno risalire agli antichi greci. Forse, però, l’uccellatore salernitano fermato dalle Guardie volontarie del WWF non si intendeva di questi argomenti visto che la questione sul riconoscimento del cardellino è riuscita a portarla fino alla Corte di Cassazione.

Secondo il catturatore dell’inconfondibile uccelletto, le Guardie del WWF non sarebbero state qualificate al riconoscimento. Prima di liberare i cardellini, sarebbe per questo stato necessario nominare un esperto ornitologo, non avendo la Guardia del WWF questa qualifica. La vicenda era altresì legata al numero di cardellini che secondo una vecchia interpretazione della legge sulla caccia, sarebbe da contestare con una sanzione amministrativa se inferiori a cinque.

Incredibilmente la disputa è arrivata fino alla Cassazione. L’uccellatore individuato con tanto di reti e cardellini di cattura dalle Guardie volontarie del WWF, non si è arreso alla condanna di primo grado, ottenendo così una seconda sonora bocciatura dai Giudici della Terza Sezione Penale della Cassazione. Con sentenza depositata il quattro ottobre scorso lo hanno infatti condannato al pagamento delle spese processuali più una ammenda di 1000 euro.

Inutile il distinguo numerico sui cardellini. Sono infatti contemplati tra le specie tutelate dalla Convenzione di Berna e dunque particolarmente protetti. Uno o cento, poco importa, vale sempre la sanzione penale. Circa l’esperto ornitologo, la Cassazione, richiamando specifica ed unanime giurisprudenza, ha ritenuto che bastava il dato di fatto, così come riportato da persona qualificata, senza ricorrere cioè, a perizie o consulenti tecnici.

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