richiamo IV
GEAPRESS – Cattive abitudini, oltre che illegali, dure a morire. Sono i cosiddetti richiami acustici, ovvero riproduttori elettronici di versi di uccelli i quali, piazzati sepcie nelle ore notturne, hanno il compito di attirare la fauna selvatica che il cacciatore di frodo andrà ad uccidere con  comodo alle prime ore dell’alba.

Un inganno, tra i tanti, alla fauna selvatica che, ancora un volta, rimette penne e peli.

Quelli più usati riguardano i riproduttori di versi di quaglie disposti  in terreni coltivati e non. A finire nel “mirino” degli interventi dei volontati ENPA, sono stati quelli che diventano poi utili ad addestrare i cani da caccia. In questo periodo, infatti, le Quaglie arrivano dalle coste africane sia per attraversare i territori del salernitano dirette più a nord o anche per nidificare. La presenza di questi richiami le attrae e le tiene a terra fino all’arrivo dei cani. Per quelle che invece nidificano, i cani sono un problema maggiore in quanto disturbano la nidificazione e possono catturare  i piccoli.

Nella notte tra domenica e lunedì le Guardie volontarie, coordinate dal Capo nucleo Albero, dopo aver udito il richiamo in un terreno ad Eboli,  hanno atteso l’arrivo dei soggetti che avevano posizionato un riproduttore acustico. L’appostamento  ha avuto esito e si provvedeva così alla rimozione del richiamo.  I controlli hanno poi riguardato gli animali d’affezione, con operazione mirata all’obbligo di microchippatura dei cani padronali e prevenzione del randagismo.

Proprio durante un controllo sul territorio di Montecorvino Pugliano, su segnalazione degli Ispettori ambientali locali, è stato riscontrato l’abbandono di un Pastore tedesco privo di vita lungo una strada della cittadina. Il cane era stato avvolto in un telo plastificato e risultava privo di chip. Veniva così allertata la Polizia municipale e l’Asl competente. La giornata si è poi conclusa con la consegna al CRAS di Napoli da parte di due guardie dell’Enpa di un esemplare di Gheppio, rinvenuto ad Eboli da alcuni volontari dell’Eital.

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