fucili polizia provinciale
GEAPRESS – Nel tentativo di nascondere alla Polizia Provinciale i richiami acustici nell’intercapedine ricavata “ad hoc” a prua dell’imbarcazione, non si erano accorti di aver lasciato in bella vista i cavi di collegamento degli altoparlanti.

Giovedì scorso sono così stati denunciati all’Autorità Giudiziaria tre cacciatori nelle acque del lago Girotto a Polesine Camerini. Sotto sequestro fucili, richiamo, diffusori e cinque anatidi già uccisi.

Per la pattuglia della Polizia Provinciale l’attività di vigilanza sulla caccia agli uccelli acquatici da appostamento fisso nelle lagune del delta del Po era iniziata nella mattinata. A motore spento, utilizzando i remi del piccolo natante e guidati nella fitta nebbia dal suono dei richiami acustici vietati dalla normativa nazionale, i poliziotti provinciali incrociavano un cacciatore appena uscito con la propria imbarcazione dal palchetto. Si tratta di una tipologia di appostamento fisso in legno e canna palustre. Il richiamo, però, era rimasto in funzione.

Una volta all’interno dell’appostamento, gli agenti identificavano la persona sequestrando registratore e quattro diffusori del suono, nove anatidi abbattuti e fucile. La nebbia era talmente fitta che i cacciatori che occupavano gli appostamenti vicini non si erano accorti dell’intervento degli agenti.

Sorpresi dal sopraggiungere degli agenti i tre occupanti del palchetto spegnevano il dispositivo tentando in velocità di nasconderlo nell’intercapedine della barca coperta da stampi di antidi ma lasciando in vista i cavi di collegamento agli altoparlanti. Venivano quindi sequestrati i tre fucili semiautomatici, il richiamo acustico con i due diffusori del suono ed i cinque capi di anatidi abbattuti. I cacciatori, due residenti a Porto Tolle e due in provincia di Treviso, identificati nei due distinti appostamenti fissi sono stati segnalati all’autorità giudiziaria di Rovigo ed ora rischiano la sospensione della licenza di caccia.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati