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GEAPRESS – Da qualche giorno il Rifugio Montepepe gestito dai volontari della LNDC di Massa, ospita un cucciolo speciale di nome George. Non si tratta di un cane, ma di un maialino nato da una scrofa sequestrata da un allevamento oggetto d’indagine da parte delle forze dell’ordine. L’esperienza intrapresa lo scorso settembre con Peppa, ovvero la mamma di Geaorge, si replica dimostrando che la Lega del Cane si mostra sempre più attenta a tutti gli animali in difficoltà.

Dopo poco più di un mese Peppa si è perfettamente inserita nel contesto del rifugio “conversando” amabilmente sia con i cani che con i volontari, evidenziando la sensibilità e la capacità comunicativa di queste creature. “Siamo molto felici di avere Peppa con noi e adesso anche George. – spiega Roberto Guelfi, Guardia Zoofila e presidente LNDC sez. di Massa – E’ incredibile come i due interagiscano con tutti i quattro zampe ospiti del rifugio e con i volontari. Con questa nuova operazione non solo vogliamo supportare ulteriormente le forze dell’ordine con la nostra struttura, ma anche sostenere con forza il diritto alla vita di tutti gli esseri senzienti.”

Lega Nazionale per la Difesa del Cane sempre più spesso è protagonista di salvataggi di animali che non rientrano nella definizione di “animali d’affezione”. La scelta non è casuale. Salvare la vita di un animale, riferisce il comunicato della Lega del Cane, laddove possibile compatibilmente con le strutture a disposizione in grado di garantire il benessere animale, al di là della specie, è diventata una priorità al pari della tutela di cani e gatti.

La presenza di Peppa e George all’interno del rifugio della Lega del Cane ha un valore anche educativo per i visitatori che hanno la possibilità di incontrare e conoscere da vicino esseri viventi in grado di amare, sentire e soffrire, quindi portatori di diritti in egual misura ai loro fratelli cani e gatti.

La Lega Difesa del Cane, ricorda come la salvezza del nostro pianeta dipende anche dalle nostre scelte alimentari quotidiane, poiché gli allevamenti di animali destinati all’alimentazione umana sono responsabili dell’inquinamento di falde acquifere e mari, della deforestazione, dello spreco di risorse territoriali, idriche e alimentari e contribuiscono in maniera determinante all’effetto serra. La quasi totalità della carne messa in commercio proviene da allevamenti intensivi dove gli animali vengono fatti nascere e ingrassare, in condizioni di immobilità e di stress, esclusivamente per diventare prodotti da consumare. Se almeno per un giorno a settimana gli italiani mangiassero vegetariano, risparmieremmo la vita a milioni e milioni di animali.

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