taiji
GEAPRESS – Il Coordinamento Antispecista, organizza giorno 1 settembre a Roma in Piazza della Rotonda PANTHEON (ore 16:00 – 20:00), una protesta contro la cattura dei delfini che avviene ogni anno nella baia di Taiji, in Giappone.

L’iniziativa, che si svolgerà contemporaneamente in più città del mondo, è coordinata da Richard O’Barry, lo statunitense ex addestratore di delfini (tra cui il famoso delfino Flipper) che ha dedicato la sua vita alla difesa di questi animali e contro l’uso nei delfinari.

Migliaia di cetacei, ricorda il Coordinamento Antispecista, verranno intrappolati nella baia e il mare si colorerà di sangue. Delfini per l’industria della carne ma quello che gli animalisti sottolineano è il vero business di Taiji avvero le centinaia di delfini, scelti tra i più belli e giovani, catturati e separati dalle loro famiglie, addestrati e fatti partire per delfinari e parchi acquatici di tutto il mondo.

Il costo di un delfino addestrato varia dai 100.000 ai 250.000 dollari. “E’ chiaro – riferiscono dal Coordinamento Antispecista – che il prezzo al mercato della carne di un delfino non vale così tanto“.

Un regolamento interno, afferma però che la caccia deve essere fatta per scopo alimentare e soltanto così si può essere autorizzati a vendere i delfini alle strutture che li richiedono.Quindi l’alibi diventa necessario.

Durante la detenzione nella baia della morte, i delfini verranno feriti, separati, uccisi o lasciati senza cibo fino all’arrivo degli addestratori che effettueranno la scelta. Saranno costretti a nuotare nel sangue dei loro cari, della loro famiglia e alcuni moriranno nel tentativo di fuggire. L’uccisione avverrà in una maniera atroce.

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