tartaruga giannina
GEAPRESS – Sono tornate in mare oggi nella Giornata Mondiale degli Oceani, presso l’Area Marina Protetta delle Secche di Tor Paterno, gestita da Roma Natura, otto tartarughe marine Caretta caretta, recuperate ferite dagli uomini della Guardia Costiera in diverse località di mare del Lazio.

Molte sono le disavventure che questi animali hanno vissuto. C’è la storia di Giannina, soccorsa sulla spiaggia di Ostia a gennaio 2013 dagli uomini della Guardia Costiera di Fiumicino, con un principio di assideramento e un’occlusione intestinale da buste di plastica e cotton-fioc; quella di Righeira, impigliata in una rete da posta a Terracina e in procinto di annegare; quella di Roverella, rimasta agganciata a un amo di palangaro a Gaeta e della più sfortunata Irene, che a Ponza per liberarsi da una rete si è autoamputata una pinna, ma che ora è pronta a tornare al mare…

Otto animali e otto vicende diverse, accomunate tuttavia da un unico elemento che, sottolinea impone a tutti una riflessione: l’eccessivo impatto delle attività umane sul mare, dalle eliche dei natanti alle reti da pesca non consentite, dalle catture intenzionali alle buste di plastica scambiate dalle tartarughe per meduse, uno dei loro cibi preferiti. Oggi dopo lunghi mesi di ospedalizzazione, questi rettili di antichissime origini e straordinariamente adattati alla vita marina sono tornati finalmente nel loro mondo e ai loro lunghi viaggi in giro per il Mediterraneo, simboli di un mare vitale e senza confini.

Alla manifestazione, tenutasi al Porto Turistico di Ostia Lido, hanno partecipato inoltre i bambini dell’I. C. “G.Parini” di Ostia ai quali i biologi del Turtle Point hanno illustrato gli aspetti della vita naturale delle tartarughe, le loro disavventure, come vengono soccorse e curate.

Successivamente gli animali sono stati trasportati verso l’Area Marina Protetta delle secche di Tor Paterno con le motovedette della Guardia Costiera di Fiumicino ed i mezzi navali di Roma Natura, Lega Navale di Ostia Lido e con l’ausilio dei subacquei dei diversi diving che organizzano le immersioni subacque presso l’area marina protetta. Liberate in mare le tartarughe, dopo un primo adattamento al mare dopo mesi di convalescenza, si sono subito immerse.

L’iniziativa rientra in un più ampio progetto di tutela delle specie marine protette che ha previsto l’istituzione di una rete regionale di primo soccorso denominata “Tartalazio”, alla quale partecipano i diversi enti istituzionali interessati a vario titolo (Regione Lazio – Assessorato alle Infrastrutture, alle Politiche Abitative e all’Ambiente, Roma Natura Ente Regionale per la Gestione del Sistema delle Aree Naturali Protette nel Comune di Roma, Corpo delle Capitanerie di Porto – Direzione Marittima del Lazio, Stazione Zoologica “Anton Dohrn” – Turtle Point di Napoli).

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