corrida
GEAPRESS – Appuntamento contro la corrida fissato per l’otto giugno prossimo alle ore 15.30 a Roma nel piazzale innanzi l’Arco di Costantino   (fine di via San Gregorio) zona Colosseo.

Ad organizzazione la manifestazione è l’associazione Roma for Animals la quale definisce il noto “spettacolo” spagnolo come una “barbarie che manda al massacro dei poveri tori”. Per gli animalisti, infatti, la corrida è un retaggio della Spagna arcaica, latifondista e  contadina. Molto lontana dalla cultura moderna che ha orrore del sangue, della violenza sugli animali, della crudeltà.

Dunque, affinchè la corrida sia presto solo un ricordo, in Spagna e in tutti gli altri Paesi dove sotto varie forme è praticata, occorre  manifestare lo sdegno e il dolore di creature innocenti quali appunto i tori, chiedendo che vengano ascoltate dal Governo spagnolo le istanze provenienti da tutto il mondo e che segnano  ormai inequivocabilmente, sempre ad avviso di Roma for Animals, il declino della corrida . Le associazioni animaliste e gli attivisti di tutto il mondo sono da sempre impegnate contro la corrida e le altre forme di tauromachia. Ora però il declino della corrida, sottolineano sempre gli animalisti,  è nei fatti e nell’opinione degli stessi spagnoli.

Secondo stime della World Society for the Protection of Animals (WSPA), in Europa e in America Latina circa 250 mila tori all’anno muoiono durante le corride o altre forme di tauromachia. La corrida, peraltro vietata nelle Canarie ed in Catalogna, oltre che discussa nei Paesi Baschi, è sempre meno popolare nella stessa Spagna. Un sondaggio realizzato qualche anno fa, citato dal “Times” nel giugno 2012, rivelò che l’81 per cento dei minori di 24 anni, mostrava disinteresse per lo spettacolo. Identica la percentuale fra i trentenni. Ma il vero, inequivocabile segno di decadenza era l’indifferenza degli ultrasessantenni, dei quali solo il 41% si dichiarava interessato alle corride.

Dunque, riferisce Roma for Animals, diamo voce tutti insieme ai poveri tori, vittime innocenti. “Urliamo alla Spagna e al mondo tutta la loro voglia di vivere

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