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GEAPRESS – La Commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare del Parlamento europeo ha approvato (51 a favore, 0 contrari e 3 astenuti) un nuovo regolamento sull’accesso alle risorse genetiche e la giusta ed equa ripartizione dei benefici derivanti dalla loro utilizzazione nell’Unione. Per l’eurodeputato PD Andrea Zanoni  bisogna migliorare la protezione della  biodiversità anche attraverso un uso sostenibile delle cosiddette risorse genetiche. Questo perchè, sempre ad avviso di  Zanoni, la sua perdita continua ad aggravarsi e ad accelerare. Il recepimento del protocollo di Nagoya da parte dell’Unione europea rappresenta dunque l’occasione perfetta.

Stando ai calcoli una specie di mammiferi su quattro, un uccello su otto e più di un anfibio su tre – ha spiegato Zanoni – sono minacciati di estinzione su scala mondiale. Secondo la FAO quasi il 60% degli ecosistemi si è deteriorato negli ultimi cinquant’anni. Al di là di implicazioni etiche e morali, l’impatto economico e sociale di tale realtà è immenso: entro il 2050 le perdite economiche causate dalla diminuzione della biodiversità saranno pari al 7% del PIL mondiale”.

Zanoni sottolinea l’esigenza di prestare attenzione anche alla cosiddetta “biopirateria”, ovvero il modo con cui le multinazionali del mondo sviluppato rivendicano la proprietà o traggono vantaggio dalle risorse genetiche dei paesi in via di sviluppo . “Ci vuole una chiara definizione e pene semplari per i colpevoli”, aggiunge l’eurodeputato.

Infine ci vuole un fondo dell’Unione europea sulla ripartizione dei benefici, che dovrebbe essere finanziato dagli utilizzatori di risorse genetiche, in un’ottica di preservazione della biodiversità mondiale. Tale fondo potrebbe contribuire a un meccanismo multilaterale mondiale di ripartizione dei benefici secondo quanto previsto dall’articolo 10 del protocollo di Nagoya”, conclude Zanoni.

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