Omicidio colposo ed omissione di soccorso, questi i reati all’oggetto del rinvio giudizio di Giovanni Ardino Converso, il cacciatore di frodo che nell’agosto 2010 uccise per errore Don Francesco Cassol il quale si trovava nel Parco dell’Alta Murgia per un ritiro spirituale.

Converso aveva puntato, di notte, quello che credeva essere un cinghiale, finendo per centrare il sacerdote che dal Veneto, ogni anno, si recava in quella località. Nell’agosto dell’anno scorso la difesa chiese il patteggiamento che venne negato dalla Procura di Bari. Ora il rinvio a giudizio.

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