rinoceronte indiano
GEAPRESS – Meno noti rispetto ai “cugini” africani, ma egualmente a rischio per il loro corno. Anche i rinoceronti asiatici patiscono, infatti,  un bracconaggio spietato e ben organizzato.

In meno di un mese e mezzo già sei sono quelli uccisi nel Kaziranga National Park, mentre un’altro è stato abbattuto nel Parco Nazionale di Manas. Si tratta, in entrambi i casi, di aree dichiarate dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale .

Anche nel caso del rinoceronte indiano la principale richiesta è rappresentata dal mercato dell’estremo oriente e cinese in modo particolare. La polvere di corno di rinoceronte, ha ormai superato di gran lunga il valore dell’oro come quello della cocaina. Non si risparmiano neanche i pezzi di antiquariato come dimostrato di recente anche per l’Italia nel corso di un intervento del Servizio Cites del Corpo forestale dello Stato nel mondo dell’antiquariato. Un corno di rinoceronte sequestrato appariva infatti già svuotato del suo contenuto (vedi articolo GeaPress ).

Più reti clandestine ben organizzate ai danni sia del rinoceronte indiano che di quello africano. Un recente intervento delle polizie cinesi e kenyote, nell’ambito dell’operazione internazionale “cobra II” (vedi articolo GeaPress )  ha consentito di seguire un trafficante cinese di avorio, dall’eroporto di quel paese dove era stato intercettato, fino ai suoi legami in Kenya. Rapporti ormai consolidati e ben diramati fino ai luoghi di caccia (vedi articolo GeaPress ). Sebbene la materia contrabbandata era l’avorio, l’intelligence di polizia ha permesso di rivelare una fitta quanto pericolosa rete di rapporti.

Una buona notizia, tornando ai rinoceronti asiatici, arriva invece dal Nepal. Nel Chitwan National Park non si è registrato in questi mesi nessun abbattimento di rinoceronti.

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