GEAPRESS – Una caccia spietata che vede non di rado soccombere i cani mandati dai cacciatori per stanare dal folto della vegetazione il Tragefalo striato, un bovide dalla vita solitaria.

La segnalazione era pervenuta all’autorità del Parco Nazionale Virunga, nella Repubblica Democratica del Congo. Nel settore sud dell’area protetta, tre persone con i loro cani intente a cacciare il Tragefalo. Un’area difficile, caratterizzata dalla presenza di una insistente guerriglia  sospettata di alimentarsi anche con i guadagni del traffico di fauna selvatica.

I rangers sono riusciti ad arrestare i sospetti ma una femmina di Tragefalo era già stata uccisa. I tre cacciatori di frodo passeranno, riferisce il Parco Nazionale, alcuni giorni in prigione. La povertà di queste persone impedisce ogni possibilità di pagamento di sanzioni. Nel caso di recidiva, però, vengono portati nella prigione di Goma, un luogo particolarmente difficile, riferisce sempre il Parco Nazionale.

Sia i maschi che le femmine di Tragefalo striato, sono particolaremnte combattivi. Di abitudini schive e prevalentemente notture, i maschi del bovide selvatico hanno in più di una occasione ucciso, con le loro corna, i cacciatori. Astuto ed elusivo riesce, come è noto nei racconti di caccia, a trasfromare il cacciatore in cacciato. Per tale motivo vengono utilizzati i cani. Si mandano in avanscoperta con il fine di stanare il Tragefalo.

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