Liberazione Allocchi
GEAPRESS – Nonostante la crisi il Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) di Rende (CS) gestito dal CIPR (Comitato Italiano per la Protezione degli Uccelli Rapaci) continua a ricoverare un numero molto elevato di animali selvatici feriti e bisognosi di cure.

Con l’incertezza del futuro al CRAS, riferiscono i responsabili del Centro, non si vivono tempi belli. Con la riforma delle Province ed il paventato smembramento della Polizia Provinciale il meccanismo virtuoso di collaborazione Provincia CIPR potrebbe essere interrotto. Sono ormai sette mesi che al CRAS non arrivano finanziamenti e con l’arrivo dell’estate è stato altissimo il numero di animali ricoverati.

Nel solo mese di Giugno sono stati 70 gli animali selvatici ricoverati, consegnati prevalentemente dalla Polizia Provinciale, estremamente solerte nel suo compito collaborativo. Infatti gli uomini della Polizia Provinciale conducono una intensissima azione di recupero e di controllo del territorio in stretta collaborazione con il CIPR. Animali feriti per bracconaggio, per contatto con i fili elettrici, spossati per il gran caldo, qualcuno sequestrato perché detenuto illegalmente, molti pulli caduti dal nido.  Assioli, allocchi, barbagianni, gheppi, poiane, balestrucci e rondoni, gabbiani e molti pipistrelli; un numero così consistente e variegato, in rapporto alle specie, richiede un impegno dei volontari davvero stancante.

I piccoli devono essere alimentati almeno cinque, sei volte al giorno e bisogna farlo imbeccandoli uno ad uno fino a che non abbiano ingerito la necessaria quantità di alimento. Se poi sono implumi è indispensabile nutrirli con “pappette” preparate ad hoc e usare pipette e biberon adatti. E’ bene ricordare come nel periodo estivo con la presenza massiccia dei turisti, notoriamente più sensibili alla tutela della fauna, è aumentato, come dicono i dati del CRAS, il ricovero di animali. Questo comunque incoraggia i volontari del CIPR a proseguire nell’attività pur tra tanti ostacoli e difficoltà.

Il CRAS è attivo sul territorio con regolarità dal 1987 ad oggi grazie alla convenzione con la Provincia di Cosenza che ha sempre creduto nella mission di tutela della fauna selvatica. La tutela e la conservazione della fauna selvatica è uno dei compiti più importanti a cui assolve la Polizia Provinciale, che opera in un territorio di 6.650 kmq che rappresenta il 44,1% della superficie totale calabrese con 155 comuni ed una popolazione di 732.615 che fanno della provincia di Cosenza una delle provincie più popolose d’Italia. Sarebbe veramente grave se venisse meno l’apporto della Polizia Provinciale al controllo del territorio e degli ambiti naturali, a pagare sarebbe sempre e comunque l’Ambiente e la fauna selvatica. Per sottolineare ancora di più la passione e l’impegno, la Polizia Provinciale non ha mai mancato ad appuntamenti importanti come la reimmissione in natura, qualche giorno fa infatti alla presenza dell’ Ispettore Giuseppe Raimondi  e dell’agenti Amato e Vicchio sono stati restituiti alla vita selvatica tre allocchi, due gabbiani reali ed un Merlo.

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