incendio grosseto
GEAPRESS – E’ accusato di avere appiccato il fuoco per favorire la crescita dell’erba, solo che le fiamme si sono poi propagate nel bosco. Le colonne di fumo erano state notate in località San Giovanni di Melito di Porto Salvo (RC) dal locale Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato. Il tutto durante lo svolgimento di controlli finalizzati all’attività di prevenzione generale e repressione dei reati in danno all’ambiente, disposti dal Comando Provinciale.

Raggiunto il posto veniva notata la presenza di pecore e capre che  pascolavano all’interno del bosco a distanza di pochi metri dal luogo dato alle fiamme. Qui veniva notata la presenza del pastore che avrebbe ammesso di avere appiccato il fuoco consegnando spontaneamente l’accendino utilizzato.

Il fuoco appiccato si estendeva rapidamente assumendo la forma dell’incendio che interessava una superficie boscata di circa 2000 metri quadrati. Stante le risultanze investigative l’ulteriore propagazione era però impedita dall’assenza di vento. Le condizioni del terreno avrebbero però potuto allargare il rogo ad una superficie boscata e cespugliata non inferiore a 200 ettari. Per il soggetto residente a Roghudi (RC), è scattato l’arresto con  l’accusa di avere cagionato con dolo un incendio boschivo in violazione dell’art. 423 bis del Codice Penale. Secondo la Forestale già nel 2003, sarebbe già stato tratto in arresto in flagranza di reato. L’accusa ed il luogo erano sempre gli stessi.

Per il pastore sono stati disposti gli arresti domiciliari. Sulla conferma del GIP ha influito la recidività e gravità del reato.

L’ipotesi della Forestale è relativa al particolare  periodo dell’anno. Un’area cespugliata o boscata percorsa da incendio nel giro di breve tempo viene ricolonizzata da vegetazione spontanea erbacea appetibile agli animali erbivori. L’arrestato, svolgendo l’attività di pastore, potrebbe avere tratto profitto dalla propagazione dell’incendio e dalla conseguente crescita di erba verde idonea all’alimentazione del proprio gregge. Nei luoghi vi erano stati altri incendi.  Per tale motivo, sia l’intera area che il soggetto erano da tempo attenzionati e monitorati dal personale del Comando Stazione di Melito Porto Salvo.

Gli incendi boschivi di origine dolosa rappresentano una delle emergenze a maggiore impatto ambientale e allarme sociale presenti sul territorio calabrese. Nonostante il periodo di massima pericolosità previsto dalla Legge 353/2000 sia terminato dal 01 ottobre u.s. le condizioni climatiche per tutto il mese corrente sono state caratterizzate da scarse precipitazioni meteoriche e temperature ben al di sopra della media stagionale, fattori questi sicuramente favorenti il propagarsi del fuoco in ambienti naturali.

Il Corpo Forestale dello Stato svolge un ruolo centrale nella prevenzione e repressione del reato di incendio boschivo, severamente punito dall’art. 423/bis del Codice Penale. L’arresto effettuato giunge al termine di una stagione estiva che ha visto l’impiego su tutto il territorio nazionale di personale altamente specializzato che ha intensificato le attività di controllo per come disposto dall’Ispettorato Generale, contribuendo alla sostanziale diminuzione del fenomeno degli incendi boschivi.

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