A cosa serviva il deposito di armi del quale si è avuto notizie ieri a seguito di un intervento dei Carabinieri di Platì (RC)?

Il 33enne operaio, arresto per furto e ricettazione, parrebbe infatti che fosse in possesso di più oggetti riconducibili a vari reati. Ben tre bilancini elettronici di precisione ma anche una memoria digitale fornita con telecomando a distanza. Cosa ascoltava l’arrestato di Platì? Di certo gli sono state ritrovate quattro cassette registrate con richiami di selvaggina.

Inquietante, poi, l’ampio arsenale sequestrato ed in buona parte riferibile ad armi uso caccia. Un elemento in più, che va ad aggiungersi alla denuncia, proprio in provincia di Reggio, contro cacciatori colti in atto di bracconaggio e ritrovati con fucili con matricola abrasa. Furti che, in alcuni casi, si sono pure conclusi tragicamente.

Dei cinque fucili di diversa marca trovate in possesso dell’operaio, quattro provenivano da furti eseguiti in provincia di Pavia ed uno da quella di Alessandria. 223 le cartucce da caccia corrispondenti a due diversi calibri ed un pressatore per caricarle. Poi, ancora, un contatore di banconote.

L’intervento è stato eseguito dai Carabinieri della Stazione di Platì (RC), unitamente a personale dello squadrone eliportato “Cacciatori di Calabria” del G.O.C. di Vibo Valentia.

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