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GEAPRESS – Nel corso di un servizio antibracconaggio disposto dal Coordinamento Territoriale per l’Ambiente di Reggio Calabria, gli agenti dei  Comandi Stazione di Mammola e Oppido Mamertino perlustrando a piedi il territorio montano del Comune di Varapodio , notavano deu fuoristrada in località “Puzzonaro”. I mezzi apparivan ben mimetizzati in un querceto.

Insospettiti i Forestali iniziavano le ricerche per individuarne i conducenti. Dopo circa trenta minuti la situazione era  ben chiara: alcuni colpi di arma da fuoco e l’abbaiare dei cani svelava che si stava svolgendo  in atto una battuta di caccia al cinghiale.

La Forestale tiene a precisare che la battuta presuppone la presenza del cosiddetto “battitore” che ha la funzione di guidare i cani a stanare i cinghiali per indirizzarli verso chi più in basso deve abbatterli con i fucili. Per svolgere con successo il ruolo di battitore, questi spesso usa delle armi da fuoco atte a spaventare la selvaggina.

Proprio in questo caso, il personale CFS si imbatteva in un individuo armato di una pistola scacciacani che stava spingendo i cinghiali verso gli abbattitori.

Un secondo intervento è avvenuto in  località “Fontanelle”  nel Comune di Mammola. I Forestali venivano attratti dalla insolita concentrazione di avifauna che stazionava sopra una radura tra la vegetazione; avvicinatosi si scorgevano tra l’erba, un richiamo acustico elettromagnetico in funzione con il canto degli uccelli e accanto al richiamo, quasi cento munizioni per fucile.  Evidentemente, il bracconiere accortosi della presenza dei forestali, si era dato ad una precipitosa fuga approfittando dell’oscurità.

Le operazioni hanno evidenziato il persistente tentativo dei bracconieri di attingere abusivamente alla fauna che all’interno del Parco Nazionale d’Aspromonte ha la possibilità di riprodursi e vivere in ambiente protetto.

Il consuntivo dell’attività di polizia giudiziaria ha prodotto la denuncia di una persona per disturbo della fauna selvatica ai sensi della Legge Quadro sulle Aree Protette con conseguente sequestro penale della pistola, e alla denuncia contro ignoti ai sensi della Legge sulla protezione della fauna selvatica con conseguente sequestro del richiamo elettromagnetico e di numerose munizioni, nonché alla verbalizzazione dei conducenti dei fuoristrada per aver introdotto mezzi motorizzati nel bosco.

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