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GEAPRESS – Intervento antibracconaggio dei Rangers d’Italia in più zone della provincia di Reggio Calabria. Uno degli ultimi territori coinvolti è quello del comune di Motta San Giovanni, a sud dello stesso capololuogo.

Un soggetto che secondo i Rangers era intento nella cattura di uccelli servendosi di una rete “prodina” e di un richiamo elettromagnetico con amplificazione di suono. Il reato contestato è quello di uccellagione ed utilizzo del richiamo, ovvero un mezzo non consentito.

L’intervento ora comunicato fa seguito a precise direttive con continuità stabilite dagli stessi Rangers, Sezione di Reggio Calabria, proprio nell’ambito del controllo agli illeciti in materia venatoria. Attività di controllo già in atto lungo il litorale della fascia ionica e tirrenica reggina, oltre che delle zone collinari che dell’immediata periferia cittadina. Nell’ambito di tali servizi veniva invece riscontrata in prossimità di Gallico Marina, altra attività di uccellagione che oltre alla stessa “prodina” si avvaleva di richiami vivi, ovvero uccellini in cattività il cui canto aveva il compito di attrarre nelle trappola l’avifauna selvatica. I cardellini già catturati, ben 46, venivano così liberati dai Rangers d’Italia.

Da segnalare il ritrovamento di tre richiami elettromagnatici, il cui scopo era di attrarre l’avifauna in prossimità della postazione di un bracconiere. I tre attrezzi sono stati trovati nella frazione di Zarmà, e nei territori di Campo Calabro e Sambatello.

I Rangers d’Italia nel sottolineare il loro impegno nella repressione di tutti i reati di bracconaggio rilevano come l’uccellagione è purtroppo una pratica molto diffusa in questo periodo dell’anno, sovente realizzata con metodi crudeli ed eseguita per scopo di lucro poiché è fiorente il mercato illegale.

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