GEAPRESS – Ancora sul banco della polemica l’inserimento delle spese veterinarie tra le categorie sensibili al cosiddetto redditometro. Un incentivo all’abbandono degli animali, per alcuni, che a nulla serve per individuare redditi non dichiarati. “Quaranta milioni di animali domestici, un dato che dimostra chiaramente come cani e gatti non possano essere considerati bene di lusso, alla stregua di uno yacht”. Così, nei giorni scorsi, si era espressa l’Europarlamente Cristiana Muscardini, Vicepresidente della commissione Commercio Internazionale PE.

Poi le dichiarazioni di Attilio Befera, Direttore dell’Agenzia delle Entrate, che ha difeso un provvedimento a suo avviso rivolto all’evasione più sfacciata. Provvedimento che sembrerebbe ricevere, sempre ad avviso di Befera,  gli ostacoli di chi a favore dell’evasione.

Pronta la risposta dell’On.le Muscardini che da Bruxelles fa sapere come “gli italiani non si ribellano al redditometro, ma a certe categorie di spesa che sono assurde e che incentiveranno il sommerso e possono essere rischiose per la salute umana”. Il riferimento è proprio alle spese veterinarie. Mancanza di vaccinazioni, paventa l’On.le Muscardini, con gravi conseguenze per la salute umana, come nel caso delle zoonosi.

Befera – ha dichiarato l’On.le Muscardini – pensi a recuperare i soldi dal gioco d’azzardo requisendo le attività illegali ed il patrimonio della malavita e a raggiungere l’obiettivo principale e cioè combattere gli evasori e non stressare e perseguitare chi già paga correttamente, cioè la maggior parte degli italiani”.

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