guardia costiera II
GEAPRESS – Una vera e propria “tre-giorni” quella della Guardia Costiera di Ravenna impegnata in una  intensa attività di polizia marittima nell’ambito della filiera ittica e che ha portato, tra gli altri risultati ad accertamenti su ben quattro tonnellate di pescato.

A dirigere le operazioni il Centro Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Ravenna.

Significativa, ad avviso della Guardia Costiera è la stagione primaverile. Proprio in corrispondenza di questa stagione acquisiscono nuovo impulso alcune  attività di pesca caratteristiche della realtà romagnola. Di rilievo la pesca delle seppie.

I controlli in questione, fa sapere la Capitaneria di Porto, si sono svolti secondo l’ormai collaudato sistema “mare/terra”, ovvero con pattuglie sia di mare che di terra operanti congiuntamente e nelle diverse fasi della “giornata di pesca”. Interventi sia nel corso dell’esercizio dell’attività di pesca, sia in quella di commercializzazione all’ingrosso ed al dettaglio del pescato.

In tal senso i controlli sono stati eseguiti da Goro a Cattolica lungo l’intera fascia costiera regionale oltre che nell’entroterra: 125 le verifiche eseguite, tra punti di sbarco, centri di distribuzione all’ingrosso, vettori di trasporto su strada; 20 i militari impiegati giornalmente nell’attività di controllo. Ed ancora: 25 le sanzioni amministrative elevate, per un ammontare di circa 25.000,00 euro, oltre alla segnalazione di 2 soggetti all’Autorità Giudiziaria per reati in materia di commercializzazione del pescato.

Tra le irregolarità riscontrate più frequentemente, l’errata e fuorviante etichettatura dei prodotti venduti sia nelle fasi all’ingrosso, sia in quelle della vendita al dettaglio; inoltre, è stata riscontrata la violazione delle norme igienico-sanitarie relative alla commercializzazione del prodotto ittico, al suo imballaggio e trasporto, ovvero l’immissione in commercio di prodotto sottomisura, ed anche la commercializzazione di prodotto di minor pregio, venduto per specie di maggiore qualità.

Nell’ambito dei controlli esperiti, è stato sottoposto a vincolo sanitario dell’AUSL per ulteriori accertamenti di carattere igienico-sanitario anche un ingente quantitativo di pescato di diversa tipologia. Oltre 4 tonnellate tra sarde, polpo, tonno alletterato e canocchie. I militari della Guardia Costiera, infatti, al fine di garantire la tutela incondizionata del consumatore finale, imbattutisi in ingenti quantitativi di prodotto stoccato e conservato in maniera apparentemente non conforme alla normative in materia, hanno imposto che lo stesso fosse sottoposto ad un controllo sanitario dei veterinari del servizio AUSL, prima di poter essere reimmesso in commercio nella vendita al dettaglio.

Giunti a conclusione dell’attività di polizia in questione, il Capitano di Vascello Giuseppe Meli, Comandante della Capitaneria di porto di Ravenna e Direttore Marittimo dell’Emilia Romagna, si è dichiarato «pienamente soddisfatto dell’operato di tutti i militari delle Capitanerie di porto della Romagna che, ben consapevoli dell’importantissimo compito affidato loro di garanti istituzionali del rispetto delle norme che inquadrano la disciplina della pesca, si adoperano quotidianamente ed incessantemente per tutelare il consumatore, e per garantire il corretto agire di tutti gli operatori del mare».

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