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GEAPRESS – La Polizia Provinciale di Ravenna ha provveduto a fermare e sanzionare alcuni pescatori di frodo che stavano operando la scorsa notte in Valle Baiona. Gli Agenti erano intervenuti su segnalazione della Federazione italiana pesca sportiva.

Il gruppo di pescatori era a quanto pare già da tempo  segnalato nel territorio ravennate. Un saccheggio, riferisce sempre la Polizia Provinciale, alla luce dell’ingente quantitativo di attrezzi  posti sotto sequestro. In particolare si tratta di un chilometro e duecentocinquanta metri di rete mentre il pescato ammontava a oltre 350 chilogrammi di pesce. Secondo gli inquirenti un tale tipo di pesca causa lascia alle sue spalle un  vero e proprio deserto. A praticarla sono in genere gruppi di pescatori provenienti dall’est europa che si muovono esclusivamente di notte.

L’intervento è scattato intorno alle ore 22.00, quando due barche con sei persone a bordo sono state individuate nella zona della pialassa del Pontazzo all’interno della valle Baiona. A questo punto, gli agenti della Polizia Provinciale, che avevano chiesto ed ottenuto la collaborazione dei Carabinieri di Ravenna, aspettavano a terra i pescatori di frodo. Al momento di caricare reti e pescato all’interno di furgoni in condizioni igienico sanitarie molto precarie, i trasgressori sono stati fermati e identificati.

La valle Baiona è una zona ricadente nei Siti di interesse comunitario e nelle Zone di protezione speciale situate all’interno del Parco del delta del Po e quindi particolarmente sensibile dal punto di vista ambientale.

Da segnalare che le reti utilizzate sono di tipo proibito sia per la tipologia sia per la lunghezza veramente spropositata e che i pescatori per non lasciare tracce della loro attività, portavano via ogni volta anche le imbarcazioni utilizzate.

Il pescato era costituito da pesce di acqua dolce, nella quasi totalità carpe, che in questo momento sono nel periodo riproduttivo e quindi la loro pesca è vietata nel mese di giugno. Il danno, infatti, che si arreca catturandole è amplificato e la loro popolazione messa in pericolo. Purtroppo il pesce non era più in condizioni tali da essere reimmesso in acqua e doveva essere avviato alla distruzione.

I pescatori sanzionati risultavano essere quattro romeni e due albanesi. L’attività pare consolidata come una vera e propria industria visto che, in una sola serata, ha portato a pescare oltre 350 kg di pesce. Desta preoccupazione il fatto che quantità così notevoli di pesce difficilmente possono essere destinate all’autoconsumo e probabilmente vengono immesse sul mercato.

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