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GEAPRESS – Sono 23mila i cani rinchiusi nei canili pugliesi. Si tratta, riporta un comunicato dell’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) del valore regionale più alto su scala nazionale dove il totale è di 140mila cani ospiti di canili e rifugi. Con i suoi 9.428 ingressi annui nei canili sanitari e le 134 strutture di accoglienza autorizzate la Puglia, sostiene sempre l’ANMVI, può e vuole essere un esempio.

Del problema se ne parlerà sabato 5 ottobre, dalle ore 10.00 alle 13.00 presso l’Hotel Parco dei Principi di Bari nel corso del convegno dal titolo “Lotta a randagismo e vagantismo. La Puglia da emergenza a modello di prevenzione”.

Ne parleranno medici veterinari liberi professionisti, autorità regionali e ministeriali. Al Convengo parteciperà, tra gli altri, anche la dott.ssa Gaetana Ferri, Direttore Generale della Sanità Animale del Ministero della Salute, e la dott.ssa Rosalba Matassa, dell’Unità Operativa per la Tutela degli Animali del Ministero della Salute.

E’ un banco di prova, che passa per l’esortazione del Presidente di ANMVI Puglia Donato Tedesco, alle autorità e alla Categoria: “Questo obiettivo non può che iniziare dalle funzioni dei medici veterinari, ciascuno nelle differenziazioni di ruolo, pubblico e privato“.
Sono convinto – aggiunge Tedesco – che si possa affrontare al meglio la problematica, con l’auspicio che tutto ciò porti anche (dato il difficile momento economico in cui viviamo) al risparmio di denaro pubblico“.

A quasi un decennio dalla legge regionale sul randagismo, la Giunta pugliese, ricorda ANMVI, ha varato a pochi mesi di distanza due provvedimenti nel 2013: linee guida attuative per il controllo della popolazione animale e un provvedimento per il controllo dei cani vaganti nelle aree rurali. Nel frattempo disposizioni nazionali, di fonte ministeriale, hanno dato impulso a nuovi obblighi e responsabilizzazioni per una corretta gestione degli animali da compagnia, dal proprietario alle amministrazioni territoriali, dall’anagrafe alle sterilizzazioni. E’ al tempo stesso cresciuta la spinta per una assistenza sanitaria di base che agisca sulla prevenzione tanto del randagismo quanto degli abbandoni.

Sempre secondo ANMVI, il contrasto al vagantismo, finanziato dalla Regione con 244mila euro in sterilizzazioni, è un altro risvolto di sanità pubblica, certamente non esclusivo del territorio pugliese; controllare le popolazioni canine rurali come vere e proprie operazioni di Polizia Veterinaria si è reso necessario dato l’impatto che gli animali hanno sull’igiene delle produzioni zootecniche. Il Servizio Veterinario opererà dunque, anche avvalendosi dei liberi professionisti appositamente convenzionati, per abbattere il rischio insito nel cane come serbatoio-eliminatore di patologie in grado di inquinare le produzioni primarie zootecniche. La Commissione regionale randagismo ha evidenziato la necessità di un piano d’azione di diciotto mesi per agire sia sui cani di cui gli allevatori assumono la proprietà che dei cani che non riconoscessero come propri.

La convention regionale metterà a confronto le figure politiche, istituzionali e libero-professionali intorno al problema del randagismo, che va avvertito anche come responsabilità etica e deontologica dai medici veterinari.

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