pesce spada oceana
GEAPRESS – Posizioni decisamente discrordanti tra il Ministero delle Poltiche Agricole e il Movimento 5 Stella, in tema di protezione del Pesce Spada.

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, con una sua nota ha informato che lo scorso 29 Settembre è stato firmato il provvedimento ministeriale relativo alle misure tecniche da adottare affinché venga rispettato il periodo di chiusura della pesca di pesce spada.

“Queste misure – ha affermato il Sottosegretario di Stato On. Giuseppe Castiglione – assicureranno non solo l’effettivo divieto dell’attività di pesca, ma garantiranno la tutela dell’ecosistema attraverso la protezione degli esemplari giovanili di pesce spada che in questo periodo sono particolarmente diffusi e numerosi.”

In particolare, in conformità alla Raccomandazione ICCAT n. 13-04 e al Decreto Ministeriale del 3 giugno 2015, il provvedimento impedisce l’uso degli ami non selettivi prevedendo, nel periodo ricompreso tra il 1 ottobre e il 30 novembre, il divieto di cattura di esemplari della specie “alalunga”, nonché di utilizzo del “palangaro derivante” per il prelievo di altre specie bersaglio, ad eccezione delle unità munite di permesso speciale per le catture di tonno rosso.

Di diverso avviso, invece, il Movimento 5 Stelle che afferma come ““il provvedimento del Ministero delle Politiche Agricole, che stabilisce con grave ritardo le misure per il fermo pesca del pesce spada, è purtroppo una goccia nel mare se consideriamo lo stato di sovra sfruttamento a cui 30 anni di politiche irrazionali hanno ridotto questo stock ittico, diminuito del 70%”.

“Il Governo – hanno dichiarato i deputati del M5S della Commissione Agricoltura – devono intervenire con maggiore determinazione dando ascolto all’ultimo grido di allarme lanciato lo scorso luglio in Marocco dalla Commissione Internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico (ICCAT) sullo stato del pesce spada nel Mediterraneo”.

“Non c’è bisogno di interventi parziali e deboli ma di un piano di recupero robusto ed immediato che, insieme ad altre misure, definisca le quote per il pesce spada – incalza la deputata 5stelle Silvia Benedetti – Un piano di recupero che, come suggerisce anche la Ong Oceana, definisca limiti di cattura e regoli la pesca attraverso un sistema di quote, in grado di evitare gli errori clamorosi compiuti per il tonno rosso che hanno favorito una lobby di pochi armatori che di fatto hanno il monopolio; includa misure di monitoraggio, controllo e sorveglianza per combattere la sovrapesca; riveda la taglia minima di cattura e adotti chiusure stagionali per l’attrezzo così da ridurre le catture di esemplari giovani; migliori la conservazione di specie vulnerabili catturate nell’ambito della pesca al pesce spada; favorisca i sistemi di pesca più selettivi e sostenibili”.

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