STORNO
GEAPRESS – Nuovo intervento della Polizia provinciale di Prato contro la cattura abusiva di uccelli selvatici. A finire sotto sequestro è stata una trappola e otto uccelli vivi. Si trattava, spiega la Polizia Provinciale, di storni la cui cattura è vietata.

Il tempestivo intervento è stato effettuato qualche giorno addietro nella zona di Chiesanuova.  Un uomo è stato colto sul fatto all’interno di un terreno agricolo recintato.

La persona è stata individuata mentre era intenta a predisporre un impianto di cattura di uccelli costruito artigianalmente. Si trattava di una rete in ferro di circa 1,80 metri di lunghezza per 80 cm di larghezza, avvolta da un reticolato a maglie fitte e sorretta da un lato da un bastoncino di legno lungo 50 cm a sua volta legato ad una corda che si estendeva per circa 15 metri fino a una delle baracche di rimessaggio (la corda, completamente srotolata misura 27 metri) da dove veniva manualmente azionata. Sotto la rete, sul terreno, del pane che fungeva da esca.

Venivano inoltre rinvenuti all’interno di una voliera posta nelle vicinanze della trappola, otto 8 uccelli storni. La trappola e gli animali illegalmente catturati e detenuti sono stati posti sotto sequestro penale e la persona, risultata non cacciatore, denunciata alla Procura della Repubblica di Prato per esercizio di caccia in periodo di divieto generale, con mezzi vietati e per cattura e detenzione di specie selvatiche vietate.

L’intervento, spiega la Polizia Provinciale di Prato, è stato reso possibile grazie alla segnalazione delle Guardie Venatorie Volontarie della Federcaccia di Prato.

La vigilanza degli agenti provinciali, soprattutto nelle zone periferiche meno controllate dalle altre forze dell’ordine, è indispensabile per contrastare illeciti ambientali e salvaguardare la tutela del patrimonio faunistico del nostro territorio – ha dichiarato  il comandante della Polizia provinciale Michele Pellegrini – La prevenzione e repressione degli illeciti in materia di caccia, pesca e ambiente richiede una presenza continua del personale di vigilanza. E soprattutto nelle zone periferiche ed extraurbane, dove le forze di Polizia impegnate in altre attività sono meno presenti, l’attività della Polizia provinciale è spesso l’unico presidio“.

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