polizia provinciale II
GEAPRESS – Nuovi interventi delle Polizie Provinciali di repressione degli atti di bracconaggio. A Prato un cacciatore è stato sorpreso appostato proprio all’ingresso di un’area di divieto di caccia.

Un effetto quasi comico dal momento in cui, così come riportato dalla Polizia Provinciale, dopo due parole e un vistoso imbarazzo, gli Agenti, addentrandosi fra cespugli e rovi, hanno scoperto un compagno di battuta che cercava illegalmente di abbattere, presumibilmente, un cinghiale all’interno della zona di ripopolamento e cattura di Carteano (Prato).

Il divieto di caccia, sottolinea la Polizia Provinciale era ben evidenziato dai cartelli.

Il cacciatore sorpreso a praticare l’attività venatoria in un’area vietata faceva parte di una squadra che stava effettuando una battuta nelle vicinanze. Gli inquirenti ritengono che l’uomo fosse stato attirato dalla presenza dei cinghiali ed aveva così pensato di seguirli e stanarli. Questo nonostante si stesse addentrando in un’area vietata. All’uomo, munito di fucile da caccia caricato con tre munizioni a palla unica, è stata sequestrata l’arma e le munizioni, ed è stato segnalato alla Procura. L’esercizio di caccia all’interno di una zona di ripopolamento e cattura è infatti una violazione penale.

La Polizia provinciale di Prato segnala che per qualsiasi necessità di informazioni e per ricevere richieste e/o segnalazioni è attivo il numero 337-317977 o il sito internet della provincia di Prato.

Sempre in  Toscana, ma nella provincia di Grosseto è invece avvenuto un altro intervento della competente Polizia Provinciale. I fatti sono avvenuti il 12 gennaio ma sono stati resi noti solo di recente. Nella notte gli Agenti avevano provveduto a fermare un automobilista che viaggiava nella zona sud della provincia. A bordo un’arma da fuoco già caricata con quattro proiettili e trasportata al di fuori dalla custodia. Nello stesso mezzo anche un faro da utilizzare, verosimilmente, per la ricerca notturna della fauna selvatica.

All’uomo è stata contestata una sanzione di 500 euro con l’accusa di avere violato la legge regionale 3/94 relativa al trasporto di armi da fuoco. Allo stesso è stato contestato l’esercizio venatorio fuori degli orari consentiti.

La presenza capillare della Polizia provinciale sul territorio – commenta Patrizia Siveri, assessore provinciale all’Ambiente – è un efficace deterrente per ridurre e prevenire il bracconaggio, un’attività illecita, ancora diffusa ed estremamente dannosa per l’equilibrio dell’ecosistema. Stanare i bracconieri non è semplice, soprattutto in un territorio vasto ed orograficamente complesso come il nostro, caratterizzato dalla presenza di ampie aree di macchia boschiva impenetrabile. Sono dunque fondamentali l’impegno e la determinazione dei nostri agenti per garantire un’adeguata azione di prevenzione e vigilanza”.

Anche in questo caso la Polizia Provinciale diffone i recapiti su come segnalare casi illeciti in tema di caccia. Per questo si può contattare  la Polizia provinciale alla seguente mail: l.bartoli@provincia.grosseto.it oppure via fax allo 0564 484917

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