GEAPRESS – Due bracconieri, uno dei quali cacciatore, oltre che sospetti recidivi. L’anno scorso, infatti, vennero controllati al rientro di una battuta di caccia illegale all’uscita del Parco Nazionale Valgrande, nella provincia di Verbano Cusio Ossola. Ad intervenire la Polizia Provinciale diretta dal Comandante Riccardo Maccagno che ha rilevato come le segnalazioni di atti di bracconaggio nel Parco Nazionale, sono ormai ripetute.

Questa volta ai due è andata male e per loro è scattato l’arresto. Non per i blandi reati venatori quanto per il porto abusivo di armi (ad uno dei due era stato ritirato anni addietro) ed alterazione e modifica delle stesse. Poi anche l’accusa di importare armi clandestine nel territorio italiano.

Lo scorso 15 gennaio, dopo lunghi appostamenti, il felice esito dell’operazione. Al rientro della battuta ’di frodo’ i due si sono diretti in un bar di Possaccio di Verbania. All’uscita, però, c’era ad attenderli la Polizia Provinciale. Nello zaino in possesso di uno dei due, veniva rinvenuta una Thompson (pistola di fabbricazione americana, calibro 222), un silenziatore, munizioni, ottica di puntamento e un calciolo utile per agevolare l’appoggio dell’arma al momento dello sparo.

Nel corso delle perquisizioni domiciliari è stata invece rinvenuta una seconda pistola della stessa marca ma di calibro 30.30. Secondo gli esperti della Polizia Provinciale si tratta di un’arma particolarmente adatta per l’abbattimento di grossi ungulati, come cervi e camosci. La pistola, inoltre, era completa di silenziatore, ottica di precisione e numerose munizioni. Poi anche un fucile a canna liscia di fabbricazione italiana. A completare il quadro di illegalità, la mancata denuncia dello stesso fucile all’autorità di pubblica sicurezza.

Il Sostituto Procuratore dottor Nicola Mezzina, ha così disposto l’arresto e la conduzione alla casa circondariale di Verbania. Il GIP ha poi convalidato gli arresti disponendo per il cacciatore il trasferimento agli arresti domiciliari, mentre la seconda persona (quella alla quale era stato già ritirato il porto d’armi) l’obbligo di firma.

Alla Polizia Provinciale ed al Comandante Maccagno, è pervenuto il plauso del Presidente della Provincia Massimo Nobili.

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