guardia costiera
GEAPRESS – Una piccola unità intenta a calare attrezzi da pesca con il favore del buio. Il tutto in prossimità di una nave mercantile e soprattutto di un pattugliatore della Guardia Costiera di Porto Empedocle (AG).

E’ stato lo stesso equipaggio del pattugliatore a notare giovedì notte, i movimenti sospetti dell’unità e ad allertare la sala operativa della Capitaneria di Porto che, alle ore 21.45, ha disposto l’uscita della motovedetta CP527. I militari si sono subito recati in zona dove hanno sorpreso un pescatore abusivo a quanto sembra già noto all’Autorità Marittima, intento alla posa di attrezzi da pesca con l’ausilio di un natante da diporto. Lo stesso sarebbe risultato privo di licenza di pesca e, comunque, all’interno dello scalo dove è vietata ogni attività di pesca sia professionale che sportiva.

La motovedetta, nonostante l’atteggiamento non collaborativo dell’uomo, ha successivamente recuperato un palangaro con 20 ami, collocato nello specchio acqueo portuale e privo delle previste segnalazioni, che è stato immediatamente rimosso e posto sotto sequestro penale. E’ ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

In considerazione del potenziale pericolo per la sicurezza della navigazione e la tutela della pubblica incolumità rappresentato dalla presenza del palangaro lungo la rotta delle navi in transito in ingresso ed uscita dal porto, il personale della Capitaneria di Porto ha provveduto a denunciare il trasgressore alla Procura della Repubblica di Agrigento per i reati di cui agli art. 1231 (violazione di norme sulla sicurezza della navigazione) e 1218 (inosservanza di norme sulle segnalazioni) del Codice della Navigazione, puniti rispettivamente con la pena dell’arresto fino a 3 mesi e fino a 6 mesi. A suo carico è stata inoltre elevata una sanzione pecuniaria da 4.000 euro per pesca in zone e tempi vietati, ai sensi del D. Lgs. 4/2012.

Il personale della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di P. Empedocle, con la preziosa collaborazione dei pattugliatori del Corpo periodicamente dislocati nello scalo empedoclino, ha da tempo intensificato le attività di contrasto alla pesca abusiva, grazie anche all’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza presenti in area portuale ed all’impiego di militari in abiti borghesi, in servizio di vigilanza anche in orari notturni e nelle giornate festive e prefestive.

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