cane impiccato
GEAPRESS – Potrebbe essere destinato a sgonfiarsi il caso dei due cani impiccati rinvenuti a Portella della Ginestra. Come ormai noto il macabro rinvenimento era stato collegato ad una possibile simbologia mafiosa proprio per la particolarità del posto ma anche per l’uso di animali o loro parti tipico delle minacce di stampo mafioso. A Portella della Ginestra il primo maggio 1947 avvenne l’aggressione armata contro chi stava festeggiando la Festa dei Lavoratori.

L’impiccagione come anche l’avvelenamento dei cani randagi è però un fatto molto comune nelle campagne siciliane e non solo. L’ostentazione a mo’ di trofeo dei resti dei poveri animali, rientra nei canoni del macabro rituale che più volte gli animalisti hanno denunciato. Proprio da loro arrivano ora alcune informazioni che potrebbero fornire una visione diversa di quanto successo. I due cani tipo pastore tedesco, parrebbero essere stati abbandonati alcuni mesi addietro. Molto probabilmente il disturbo alle pecore di un pastore del circondario, potrebbe avere causato la loro uccisione per avvelenamento o impiccagione.

L’ipotesi, anche se non ha ancora un riscontro ufficiale, ha fatto capolino presso lo stesso Comando della Polizia Municipale di Piana degli Albanesi che ha confermato stamani a GeaPress l’indiscrezione. I cani sarebbero stati fotografati dai Carabinieri del locale Comando Stazione che però, non confermano la notizia. Anzi, non è chiaro chi dei due Comandi si sta ora occupando delle indagini.

I cani sarebbero stati interrati nei pressi. Niente esame autoptico o referti veterinari. Va comunque precisato che proprio in prossimità delle lapidi commemorative, non vi sono alberi, ma solo radi arbusti peraltro non vicinissimi alle lapidi. In un frutteto abbandonato, delimitato da recinzione, sarebbero invece stati ritrovati i due cani ormai in avanzato stato di decomposizione.

Di certo, chi impicca un cane, vuole mettere in “bella” mostra il risultato della sua personale campagna di sterminio. Un fatto, purtroppo, molto comune dove il randagismo è ancora una piaga. Non è la prima volta, infatti, che a Piana degli Albanesi vengono uccisi, specie con il veleno, dei randagi. Se tutto ciò avviene poi in un luogo con una valenza molto particolare, come Portella della Ginestra, scuote ancora di più la coscienza, fosse solo per l’indifferenza ostentata ed il mancato rispetto dei luoghi.

Presso la Polizia Municipale di Piana degli Albanesi non sono comunque arrivate denunce di smarrimento o uccisione di ovini. Tutte le ipotesi sono pertanto ancora aperte.

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