orfani avorio
GEAPRESS – Si terrà domani, venerdì due maggio, la conferenza documentario “Orfani d’Avorio”, organizzata da AFVG (Animalisti Friuli Venezia Giulia), LAV e Pengo Life Project.

L’iniziativa, che avrà luogo alle ore 21.00 presso la Sala Conferenze “Teresina Degan” presso Biblioteca Civica di Pordenone, intende affrontare il tema del bracconaggio legato al commercio illegale d’avorio. Ogni quindici minuti, ricordano gli organizzatori, bracconieri senza scrupoli uccidono un elefante per le sue zanne, per un totale di trentaseimila elefanti in un anno. Una vera e propria attività criminale transfrontaliera dal fatturato annuo pari ad almeno diciannove miliardi di dollari.

I dati forniti da Interpol e dal Fondo internazionale per il benessere degli animali parlano chiaro: in questi ultimi anni ci sono state diverse iniziative importanti ma che non sono bastate a contrastare efficacemente questo terribile fenomeno. Occorre agire subito e discutere le strategie contro questi crimini organizzati con i partner internazionali, quali l’Unione africana e gli Stati Uniti.

Il grave problema verrà affrontato assieme a Giorgio Stella, Medico Veterinario Direttivo Penfo Life Project e al Deputato PD al Parlamento europeo Andrea Zanoni  membro della Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare oltre che Vicepresidente dell’Intergruppo per la conservazione ed il benessere degli animali.

Nel corso della serata verrà mostrato un documentario recentemente realizzato nel Centro di recupero Sheldrick Wildlife Trust di Nairobi , raccogliendo le testimonianze dirette del Dott. Aldo Giovannella, medico veterinario, Ambasciatore per l’Italia della Sheldrick e fondatore di Pengo Life Project, da anni impegnata nella promozione delle attività volte alla tutela dell’elefante e del rinoceronte nero africani.

Gli organizzatori ricordano come tra le conseguenze del commercio illegale di avorio e di altre parti di animali selvatici, oltre al massacro di migliaia di elefanti lasciati poi a marcire per terra, c’è il proliferare di associazioni criminali e gruppi terroristici che sfruttano il ricavato del commercio e minacciano la sicurezza nazionale e mondiale, dando un duro colpo al turismo per quei paesi e comunità dove questa attività costituisce la fonte principale di guadagno.

Bisogna pertanto trovare nuovi strumenti di lotta al bracconaggio: deve essere bandito il commercio dell’avorio a livello mondiale e occorre vietare la detenzione dell’avorio.

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