GEAPRESS – Inizia il campo antibracconaggio, nell’isola di Ponza (LT), organizzato  dal CABS e dalla LAC. Per quasi quattro settimane i volontari delle due associazioni presidieranno le zone in cui si concentrano i cacciatori primaverili di tortore e quaglie. Si tratta di due specie che, seppure in drastico calo in tutta Europa, sono ancora nel mirino di cacciatori e bracconieri. Questa la denuncia dei protezionisti.

A Ponza, nonostante le campagne antibracconaggio proseguano da più di 10 anni, un pugno di incalliti bracconieri insiste ancora nel voler praticare la caccia al di fuori della stagione consentita. Si tratta, cioè, della migrazione primaverile, quando gli uccelli tornano nei quartieri europei per nidificare.

Quest’anno la situazione sarà ancora più difficile visto che il Corpo Forestale dello Stato, a causa dei tagli sul budget, sta diradando sempre di più i suoi interventi nell’isola. I volontari, riferiscono nel loro comunicato CABS e LAC,  si trovano ogni anno di più, in una situazione di palese vulnerabilità.  Già nel 2011 un team venne aggredito a bastonate da uomini incappucciati, mentre situazioni potenzialmente pericolose si sono ripetute nel corso del 2012.

Altro obiettivo delle due associazioni sarà la rimozione delle trappoline sistemate negli orti per la cattura dei piccoli migratori transahariani. Nel corso di due operazioni che hanno preceduto il campo tra fine marzo e inizio aprile, due teams del CABS hanno provveduto a rimuoverne ben duecento trappole. Un numero altissimo, commentano i protezionisti, che non sembra accennare a diminuire sull’isola.

“Negli ultimi anni abbiamo denunciato con le nostre videocamere una ventina di bracconieri fra cui alcuni pregiudicati e recidivi” – riferisce Eduardo Quarta, coordinatore dei primi turni del  campo antibracconaggio. “Eppure la criminalità ambientale soprattutto nella parte nord dell’isola non accenna a diminuire”. Un impegno per continuare a combatterla, riferiscono i protezionisti.

“Anche quest’anno abbiamo raccolto immagini e video che ci hanno permesso di identificare altri 2 bracconieri – aggiunge Eduardo Quarta –  Prima o poi li convinceremo a smettere. Purtroppo non sembra esserci altro modo per far capire a questa gente che gli uccelli migratori non sono un oggetto a loro disposizione, ma esseri preziosi da tutelare”.

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