Il ragazzo, 22 anni, di Santo Stefano di Magra (SP) forse aveva pensato di tenere al sicuro, più di una cassaforte, gli stupefacenti che deteneva illegalmente, o forse pensava di beffare l’olfatto dei cani antidroga, confondendoli con la quantità di odori di altri animali, ma non l’ha fatta franca. Il labrador antidroga Umos non è caduto nel tranello olfattivo.
La perquisizione in casa del ragazzo ha riservato non poche sorprese ai finanzieri impegnati nell’operazione

Un pitone reale, lungo un metro e mezzo, era arrotolato attorno ad un grosso involucro contenente marijuana. Successivamente sono stati trovati altri stupefacenti, a guardia dei quali erano stati messi gli altri animali detenuti in casa. Il ragazzo è stato arrestato e condotto al carcere di Villa Andreinò. Sono in corso accertamenti per verificare se il pitone fosse detenuto regolarmente.

L’utilizzo degli animali, cani e serpenti, come  guardiani a carichi di droga è abbastanza diffuso, anzi è un connubio esplosivo (vedi articolo GeaPress). I cani vengono utilizzati come ausiliari dei pusher con le dosi nascoste nei collari e nelle pettorine.