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GEAPRESS – Seconda persona in pochi giorni, denunciata dalla Polizia Provinciale di Pistoia per attività di  bracconaggio. I due casi, a detta degli inquirenti,  presentano più di un aspetto in comune ad iniziare dal luogo. Si tratta, infatti, della periferia di Pistoia dove i due denunciati sono stati accusati di utilizzare mezzi illeciti per la cattura degli animali. Lacci-cappio, ovvero cavi metallici predisposti per gli ungulati.

Altra caratteristica, riferisce sempre la Polizia Provinciale di Pistoia, è la giovane età dei due bracconieri.

Questi episodi stanno diventando sempre più frequenti, a dimostrazione che la cattura di animali  di frodo non è una pratica caduta in disuso, ma sta conoscendo un pericoloso ritorno in tempi di  crisi – ha sottolineato Franco Monfardini, comandante della Polizia Provinciale di Pistoia. Per questo la Polizia Provinciale  ha predisposto un piano d’azione che prevede l’intensificarsi dei controlli nell’arco dell 24 ore. Controlli che interesseranno anche le zone più tranquille, come finora si era ritenuto per la periferia della città.

Nel corso del precedente intervento, oltre al ritrovamento dei “lacci” per i cinghiali era stata rinvenuta, in un terreno limitrofo, anche una grossa gabbia trappola.

Questi i riferimenti resi noti dalla Polizia Provinciale per le segnalazioni degli episodi di bracconaggio:  0573/372028,  provpol.pt@provincia.pistoia.it

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