aquila reale
GEAPRESS – Si prospetta un trapianto di penne remiganti per l’Aquila reale recuperata nei giorni scorsi a Pievepelago, in provincia di Modena.

Ad intervenire gli esperti del Centro di Recupero Il Pettirosso, che hanno riscontrato il danneggiamento di alcune penne remiganti. Si tratta delle penne dell’ala e pertanto indispensabili per il volo del grande rapace.

L’animale è stato trovato impigliato nella rete di un pollaio. A chiamare i soccorsi sono stati gli stessi proprietari del terreno.

L’incidente, ha spiegato la Provincia di Modena, è stato probabilmente dovuto all’inesperienza dell’animale. Si trattava, infatti, di un giovane di Aquila reale. Probabilmente, nel corso di una planata, ha perso il controllo ed è andata a sbattere contro la struttura.

E’ la prima volta che recuperiamo un’Aquila reale – ha riferito Piero Milani, responsabile del Centro Il Pettirosso –  un animale bellissimo di grande pregio naturalistico che sta ripopolando le montagne dell’Appennino“.

L’animale, una volta individuato, è stato coperto con un lenzuolo dagli stessi agricoltori che hanno subito seguito le indicazioni degli esperti fin dal momento della segnalazione.  In tal maniera si sono procurati danni peggiori a causa dello stress.

Il Centro Il Pettirosso, opera sulla base di una convezione con la Provincia di Modena per il recupero e il salvataggio della fauna selvatica in difficoltà.

Per le segnalazioni e richieste di intervento sono attivi 24 ore su 24 alcuni numeri telefonici: 339 8183676-339 3535192 oppure è possibile chiamare anche il servizio 118.

La Provincia di Modena, ha avviato un progetto di tutela dedicato all’aquila reale che nidifica in provincia di Modena dal 1989; da un’indagine, partita nel 2004 e coordinata dai tecnici della Provincia, sulla base di un progetto regionale, è emerso che tuttora sono cinque le coppie di aquila reale che frequentano con una certa regolarità i cieli dell’Appennino modenese, ma solo una di queste nidifica stabilmente, le altre hanno scelto zone limitrofe nel bolognese e in Toscana. Dalla coppia “modenese”, con successive sostituzioni sia del maschio che della femmina, sono nati finora una quindicina di rapaci di cui due  quest’anno e l’esemplare salvato è proprio uno di questi.

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