Lupo Foto Mastrella
GEAPRESS – Intervento del WWF Piemonte dopo il comunicato dei giorni scorsi di Confagricoltura che aveva paventato, con riferimento alla Val di Susa, potenziali  pericoli per gli escursionisti  a seguito della presenza dei lupi.

Per gli ambientalisti, però, chi conosce la natura sa che si tratta di un’affermazione senza fondamento. I lupi, sostengono gli ambientalisti, sanno bene che per sopravvivere devono tenersi ben alla larga dall’uomo. E così fanno.

Il WWF però rigira il problema del pericolo agli escursionisti riferendolo invece alle prescrizioni dell’ultimo calendario venatorio. In particolare ad essere additata è la caccia al cinghiale. “Braccata” al cinghiale già dal primo giugno (animali feriti compresi) e di caccia aperta al sabato, alla domenica e per altri 3 giorni la settimana.

Il WWF, che quasi 20 anni fa per primo chiese che i pastori piemontesi fossero messi a conoscenza del ritorno del lupo sulle Alpi e delle contromisure da prendere, ricorda che questa specie è presente con circa 70 esemplari (censimento 2011) in tutto l’arco alpino del Piemonte, più una decina di esemplari in zona appenninica, e che tuttora vive in uno stato di equilibrio molto precario a causa dei frequentissimi fenomeni di bracconaggio e avvelenamento, e per gli investimenti con macchine e treni.

Non sono i lupi a mettere in ginocchio la pastorizia piemontese. In Sardegna non ci sono lupi e la situazione è ancora più tragica che in Piemonte. I danni alla pastorizia addebitati al lupo, anche se spesso si tratta di cani rinselvatichiti, costano meno di un decimo di quelli  causati dagli ungulati. Ma forse al lupo sono attribuite paradossalmente altre colpe, come quella di essere un predatore di ungulati  e per questo motivo un abile “concorrente” da eliminare da parte dei cacciatori.

C’è quindi da chiedersi se tutto questo allarmismo su questa specie con forte potere evocativo non serva soltanto a sviare l’attenzione dai problemi reali.

“Viene il sospetto – ha dichiarato Stefano Bechis Presidente del WWF Piemonte e Valle d’Aosta – che demonizzare il lupo serva in realtà a nascondere errori passati e presenti nelle politiche di sviluppo della montagna e di valorizzazione dei prodotti

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