GEAPRESS – In tutti 7 lupi, investiti da auto e da treni. Dal mese di ottobre ad oggi questa la fine insolita, a giudicare dai dati  nazionali, per sette lupacchiotti piemontesi. Tre di essi, poi, sono morti nell’ultima settimana. Uno è stato trovato nella tratta ferroviaria compresa tra Serravalle e Arquata Scrivia e due in Val di Susa.

Ad ipotizzare che i lupi deceduti possono in realtà essere di più è il presidente del WWF Piemonte e Valle d’Aosta Riccardo Fortina, il quale ricorda l’occasionalità del ritrovamento degli animali.

Ad ogni modo, secondo il comunicato diffuso dal WWF, la maggiore presenza del lupo e di conseguenza di quelli incidentati, è solo ipotizzabile. Questo perchè la Regione Piemonte avrebbe azzerato gli studi sulla specie. Nulla di definito dunque, mentre molto più facile è alimentare le false paure e  le proposte di abbattimento come unica soluzione del problema. Ora pure le voci riportanti la presenza di esche lungo i binari ferroviari. Lupi, cioè, non morti casualmente.

In linea teorica, conclude nel suo comunicato il WWF, molte delle tratte autostradali e ferroviarie piemontesi sono protette da recinzioni. Barriere però inefficaci per la fauna selvatica. Anzi, una volta aggirata, rimane pure bloccata. Per questo, riferisce sempre il WWF, occorrono, come già avviene in altri paesi europei, dei corridoi di passaggio per la fauna realizzabili con infrastrutture di superficie.

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