cani cacciatori
GEAPRESS – Il WWF Italia esprime soddisfazione per l’impugnazione da parte del Governo della Legge della Regione Piemonte 25 giugno 2013 n. 11 recante “Disposizioni in materia di aree contigue alle aree protette, modifiche alla legge regionale 29 giugno 2009, n. 19″.

Questo atto accoglie la richiesta di impugnazione presentata congiuntamente da ENPA, LAC, LAV, Legambiente, Lipu, Pro Natura e WWF a inizio luglio. Come è noto la Legge regionale in questione apriva l’esercizio venatorio anche ai cacciatori non residenti nelle aree stesse, in palese contrasto con la normativa nazionale (Legge Quadro sulle aree protette, n. 394 del 6/12/1991) che ammette l’attività venatoria nelle aree contigue da parte dei soli residenti nei comuni dell’area naturale protetta e dell’area contigua. Dato il palese contrasto con la normativa nazionale la bocciatura della Legge regionale da parte della Corte Costituzionale appare scontata. Esistono inoltre precedenti importanti: già tre anni fa la Corte ha dichiarato illegittima una analoga legge della Regione Liguria scrivendo nel dispositivo della sentenza (n. 315 /2010) “La Corte Costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 25, comma 18, della legge della Regione Liguria 1° luglio 1994, n. 29 (Norme regionali per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio), nella parte in cui consente la caccia nelle cosiddette aree contigue anche a soggetti non residenti nelle aree medesime.

Al di la dei commenti che il WWF ritiene di “carattere bizantino”  che sarebbero stati espressi da parte di esponenti della Giunta Cota a proposito del possibile esito del provvedimento del Governo, rimane scarsamente comprensibile come una Giunta e un Consiglio regionale possano promuovere e approvare leggi contenenti degli elementi di incostituzionalità di questa portata senza accorgersene.

Inserire in un dispositivo legislativo una norma che già è stata dichiarata incostituzionale significa o non saper produrre buone leggi o non volerlo fare. Il mancato coinvolgimento delle Associazioni Ambientaliste e di esperti qualificati a monte del processo legislativo provoca questo tipo di risultati, con perdita di tempo di chi fa le leggi, delle Associazioni che devono contestarle, del Governo che deve impugnarle, della corte Costituzionale che deve esaminarle. Tempo prezioso che potrebbe molto vantaggiosamente essere utilizzato in azioni positive, piuttosto che per contrastare gli effetti di un lavoro maldestro.

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