merlo ali tagliate
GEAPRESS – A partire da domani si potrà cacciare in Piemonte , anche se, di fatto, ormai si può sparare alla fauna selvatica quasi tutto l’anno.

Così un nutrito cartello di associazioni piementesi che rilevano altresì come “sarà una strage senza precedenti, quanto meno nella nostra Regione”.

C.A.I. T.A.M. Club Alpino Italiano Tutela Ambiente Montano, LAC Lega per l’abolizione della caccia Sezione Piemonte, LAV Lega AntiVivisezione Sede di Torino, LEGAMBIENTE Piemonte e Valle d’Aosta, L.I.P.U. Lega Italiana Protezione Uccelli Sezione Torino, PRO NATURA, S.O.S. GAIA, sottolineano come si potranno abbattere esemplari appartenenti a ben 39 specie, il numero più alto da 40 anni a questa parte. Ma è l’elenco delle specie cacciabili che lascia del tutto interdetti. Infatti, a seguito di un ricorso al TAR del Piemonte contro il calendario venatorio, i cacciatori hanno ottenuto l’inclusione nell’elenco delle specie cacciabili di uccelli che, sempre a detta delle associazioni, sarebbero in grave pericolo di estinzione e comunque estremamente rari nella Regione.

Siamo convinti – spiegano le associazioni – che la maggior parte dei piemontesi nemmeno conosca la canapiglia e il mestolone, il porciglione e il frullino. Sono specie rare e in declino che da domenica potranno essere abbattute. Molte sono specie che da anni non sono cacciate e che sicuramente molti cacciatori non sono in grado di riconoscere. In realtà, non appena il TAR emise la sua sentenza, la Regione, per voce del suo Assessore alla Caccia – Giorgio Ferrero – garantì che si sarebbe comunque ottenuta la protezione per queste ed altre specie (codone, marzaiola, folaga, pavoncella, moretta, combattente e merlo) approvando una specifica legge. A tutt’ora, però, nulla è successo e domenica le doppiette potranno sparare. In grave pericolo sono le specie acquatiche. A dire il vero l’Assessore un timido tentativo lo aveva fatto: aveva proposto un emendamento ad un disegno di legge che prevedeva, per l’appunto, il divieto di caccia alle specie citate. Il tentativo tuttavia abortì a causa dell’acquiescenza della maggioranza ai ricatti di Forza Italia che in Consiglio Regionale sostiene le deteriori richieste del mondo venatorio. La Giunta Regionale ha successivamente approvato lo scorso 4 agosto uno specifico disegno di legge, i cui tempi tecnici di approvazione non consentiranno di impedire le stragi annunciate. Una situazione paradossale e gravissima“.

Le Associazioni ambientaliste e animaliste chiedono con forza che l’Assessore Ferrero rispetti quello che aveva dichiarato e che eviti il prelievo venatorio di specie in pericolo di estinzione.

La Proposta di legge regionale – concludono le associazioni – di regolamentazione dell’attività venatoria (peraltro fortemente discutibile) presentata un anno fa dalla Giunta Regionale giace ferma ancora in commissione. Il Piano Faunistico Venatorio Regionale continua ad essere un fantasma inutilmente evocato. In assenza di questo documento la caccia non dovrebbe potersi svolgere. Non occorre certo ricordare che, mentre errare è umano (approvare un calendario venatorio incompleto e superficiale, che il TAR ha avuto buon gioco ad annullare), perseverare (non intervenire per rimediare) è diabolico”.

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