manifetsazione anticaccia
GEAPRESS – WWF, ENPA, LAC, LAV e Pro Natura prendono atto che ormai di alcuni provvedimenti dell’attuale Governo regionale non vale nemmeno più la pena stupirsi. Così, nel comunicato delle associazioni, viene commentato il caso della Deliberazione della Giunta Regionale 27-6193 del 27 luglio scorso riportante “Linee guida per la cooperazione attiva dei Comuni nell’attività di controllo delle specie di fauna selvatica per la sicurezza e l’incolumità delle persone”.

Ad avviso delle associazioni, già il limite di carniere del cinghiale verrebbe mantenuto in funzione di assicurare gli abbattimenti cosiddetti “selettivi” di fatto operati fuori stagione di caccia. Un problema, quello della presenza dei cinghiali, che sarebbe dovuto alle pasturazioni ed alle immissioni a scopo venatorio.

Ora il provvedimento di Giunta, che senza affrontare i reali problemi che stanno alla base della presenza del cinghiale, “con la scusa di risibili problemi per la sicurezza delle persone, adotta delle linee guida secondo le quali i Comuni potranno emanare ordinanze urgenti per l’abbattimento di fauna selvatica“. Questo quando i Comuni non hanno competenze, in base alla legge sulla caccia, in tema venatorio. Diverso discorso per la sicurezza delle persone ed ecco che torna così in ballo una podestà locale, finora negata, in tema di abbattimenti.

Dunque, annunciano le associazioni, un altro ricorso al TAR.

Dopo l’impugnazione del Governo presso la Corte Costituzionale della delibera sulla caccia nelle aree contigue ai Parchi, l’accoglimento del ricorso di LAC e Pro Natura in merito al calendario venatorio, arriverà ora anche il ricorso contro un provvedimento giudicato “scellerato”.

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