forestale martina franca
GEAPRESS – Un intervento congiunto quello del personale delle Stazioni Forestali di Rivergaro, Pianello Val Tidone, Bobbio e Piacenza, intervenuti assieme ai Carabinieri della Stazione di Rivergaro. I fatti fanno  seguito alle perquisizioni domiciliari disposte dal Sostituto Procuratore della Repubblica che ha coordinato le indagini, ed hanno portato al sequestro di fucili da caccia e munizioni detenuti illegalmente. Poi ancora lacci per la cattura di selvaggina, carni e pelli, frutto di possibile bracconaggio.

Qualche notte prima, nella zona di Campo Gerra – Molinazzo in comune di Gossolengo, in area contigua al Parco Regionale Fluviale del Fiume Trebbia e zona di divieto di caccia, due pattuglie del Corpo forestale dello Stato avevano infatti sorpreso due soggetti a bordo di un fuoristrada, armati di fucile semiautomatico calibro 12, munizioni a palla, e di un potente faro, intenti alla ricerca di selvaggina grossa ungulata (caprioli, cinghiali).

I due, privi di qualsiasi documento autorizzativo all’esercizio venatorio, risultavano anche sprovvisti di licenza di porto di fucile per uso caccia. Si è pertanto proceduto all’immediato sequestro del materiale detenuto illegalmente e alla denuncia all’Autorità Giudiziaria, che ha disposto la perquisizione per la ricerca di altre armi e altro materiale a prova dei reati previsti dalle leggi sulla detenzione di armi e sulla caccia.

Da qui l’esito della brillante operazione che è frutto, tiene a precisare il Corpo Forestale dello Stato, di una attenta e prolungata azione investigativa condotta in sinergia tra sottufficiali, agenti  e militari del Corpo forestale dello Stato e Carabinieri delle Stazioni prossime al fiume Trebbia, la cui reciproca collaborazione contribuisce alla sicurezza dell’area anche nelle zone più marginali, ma di alto valore ambientale e naturalistico.

Il monitoraggio delle aree protette e dei territori agro-silvo-pastorali continuerà con dedizione ed impegno, a garanzia della legittima attività venatoria operata nei tempi e modi disciplinati dalla legge, ma soprattutto per la repressione delle illegalità a danno degli animali e dell’ambiente naturale.

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