GEAPRESS – Secondo indiscrezioni circolate in loco, le autorità amministrative potrebbero proporre l’apertura della caccia al cinghiale. Il tutto a seguito di un incidente accaduto in località Scardino, nel Comune di Pettineo. Si tratta di un’area esterna al Parco dei Nebrodi.

Stante ad una prima ricostruzione, un pastore di 26 anni sarebbe stato aggredito da un incrocio di maiale e cinghiale. L’animale avrebbe infierito sul polpaccio del malcapitato pastore. Quando il personale del distaccamento di Tusa del Corpo Forestale della Regione siciliana è giunto sul posto, non c’era più traccia del cinghiale. L’animale, secondo quanto riferito dal Distaccamento Forestale di Tusa, presentava il mantello rossiccio con delle striature.

Il pastore ha avuto punti di sutura sia interni che esterni. I fatti sono avvenuti nei pressi di un torrente con numerosi cespugli. Quando è avvenuta l’aggressione il ragazzo ha cercato di reagire con colpi di ascia, mentre alcuni cani di un secondo pastore hanno infine distolto l’animale. Di quest’ultimo, però, non vi è più alcuna traccia.

Secondo l’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Messina, non risultano a memoria d’uomo altri attacchi del genere. Forse, riferisce la Forestale, il cinghiale si è sentito minacciato o forse era ferito.

In Sicilia, il cinghiale appartenente alla piccola specie mediterranea, risultava del tutto estinto. Intorno agli anni ottanta, alcuni animali vennero portati, chissà perchè, nell’area forestale di Ficuzza, in provincia di Palermo. Da qui, mani ignote, lo fecero fuggire attraverso varchi nella rete. Da allora viene assiduamente cacciato. Non si tratta, però, del piccolo cinghiale mediterraneo, bensì di grossi animali di provenienza centro europea. Da rilevare, inoltre, come nei monti Nebrodi, vivono allo stato brado numerosi maiali.

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